A Salerno il Museo Diocesano presenta lo spettacolo “Luci nel Cielo”

Da questo Sabato 18 Novembre 2017 e fino al 28 Gennaio 2018 presso il Museo Diocesano di Salerno si terrà lo spettacolo “Luci nel Cielo”, un suggestivo spettacolo di luci e musica allestito all’interno dell’antico quadriportico del museo.

Durante il periodo delle “Luci d’artista” è raccomandato visitare questo pregevole scrigno d’arte: infatti oltre all’importante collezione artistica, il Museo offrirà questo suggestivo spettacolo di luci e musica.

Inoltre il sabato ci sarà l’apertura straordinaria fino alle 22:00 con brindisi.

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Sempre in questo periodo, dal 18 Novembre al 14 Dicembre, sarà allestito all’interno delle sale del museo, un itinerario sulle opere dedicate alla tematica del Natale che culminerà nell’eccezionale esposizione dei presepi antichi appartenenti al Museo, normalmente custoditi presso i depositi e quindi non accessibili al pubblico.

La manifestazione permetterà anche di visitare tutto il bellissimo Museo diocesano di Salerno, il quale  è ospitato nell’edificio che fino agli anni Ottanta dello scorso secolo fu sede del Seminario Diocesano.

Con la Biblioteca e l’Archivio è assurto ad eminente polo culturale, riferimento della città e della provincia di Salerno.

Il Seminario Vescovile di Salerno fu fondato dall’arcivescovo Gaspare Cervantes, a seguito delle prescrizioni dettate dal Concilio di Trento il 15 luglio 1563, in cui si prevedeva l’istituzione in tutte le Diocesi di un centro di formazione dei giovani che desideravano diventare sacerdoti.

Il luogo prescelto per la costruzione dell’edificio fu individuato a nord della Cattedrale, ma la sua realizzazione avvenne in maniera disorganica, tanto che fu subito avvertita l’urgenza di una sua ristrutturazione per rispondere alle esigenze didattiche e all’elevato numero dei convittori che usufruivano della struttura.

Ma fu solo 1726 che si procedette ad un intervento più razionale e sistematico, grazie alla volontà dell’arcivescovo Paolo de Vilana Perlas.

I lavori continuarono negli anni successivi durante gli episcopati di Fabrizio De Capua (1731-38) e di Casimiro Rossi (1738-58). Ma la stagione che coincise con una trasformazione dell’immobile, è quella dell’arcivescovo Lupoli, che nel 1832 fece sopraelevare il secondo piano e rifare l’intera facciata.

Durante questi interventi l’edificio assunse l’attuale fisionomia rigorosamente neoclassica. Il Palazzo del Seminario ha funzionato come tale fino al 1980, poi, a seguito degli eventi sismici che compromisero la statica dell’edificio, l’Istituto fu trasferito alla Colonia San Giuseppe e, nel 1999, nel nuovo Seminario Giovanni Paolo II costruito a Faiano.

Il vecchio edificio, in cui si era individuata la sede naturale per il nuovo Museo, per l’Archivio e per la Biblioteca diocesani fu interessato da importanti lavori di restauro curati dalla allora Soprintendenza per i B.A.A.A.S. Di Salerno e Avellino.

Il nuovo Museo fu inaugurato nel 1990, quando vi si trasferì, dagli angusti locali posti a ridosso della Cattedrale, la preziosa collezione, a buon diritto considerata, una organica rassegna della produzione artistica dell’Italia meridionale dal medioevo al XVIII secolo.