E’ morto oggi a Roma Domenico De Masi. Il professore emerito di Sociologia del lavoro presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” aveva 85 anni ed era ricoverato, a causa di una malattia fulminante, presso il Policlinico “Gemelli”.
Da sempre legato alla Costiera Amalfitana ed, in particolare, alla città della Musica, fu presidente di Fondazione Ravello.
A Ravello De Masi fu assessore alla cultura ed al turismo a metà degli anni ’90, vi ha fondato e diretto per quattro anni la Scuola Internazionale di Management Culturale per la professionalizzazione dei neolaureati in organizzazione di eventi. Inoltre, dal 2002 al 2010, e dal 2016 al 2021, è stato presidente della Fondazione Ravello.
Tra i meriti dell’azione di De Masi, il contributo al rilancio del Ravello Festival, oltre che la realizzazione dell’Auditorium Oscar Niemeyer, il cui progetto era stato donato dall’omonimo architetto brasiliano.
“Il sindaco di Ravello, Paolo Vuilleumier, l’amministrazione comunale e l’intera comunità ravellese piangono la scomparsa di Domenico De Masi, personalità di primo piano della cultura italiana, cittadino onorario della città della musica, assessore esterno al Comune di Ravello nel 1993 e primo presidente della Fondazione Ravello“. Questa la nota pubblicata da Palazzo Tolla sulla sua pagina Facebook istituzionale: “Tra i suoi tanti meriti quello di avere promosso, nel corso della sua attività, l’immagine ed il prestigio della Città di Ravello nel mondo“.
De Masi elaborò un suo paradigma sociologico partendo dal pensiero di maestri come Toqueville, Marx, Taylor, Bell, Gorz, Touraine, Heller, facendo proprie le loro ricerche ed applicandole al mondo del lavoro. Ha contribuito a elaborare e diffondere il paradigma post-industriale, basato sull’idea che, a partire dalla metà del Novecento, l’azione congiunta del progresso tecnologico, dello sviluppo delle organizzazioni, della globalizzazione, dei mass media e della scolarizzazione di massa abbiano generato un nuovo tipo di società.
Sulla base di questo cambiamento sarebbe stato possibile anche apportare delle modifiche nella cultura della gestione del lavoro. Le trasformazioni, infatti, hanno determinato nuovi assetti economici, forme di lavoro e di tempo libero, valori, soggetti sociali e forme di convivenza.
La sociologia di De Masi hanno analizzato, soprattutto i gruppi creativi, la creatività come sintesi di fantasia e concretezza, puntando, inoltre, anche all’ozio creativo come sintesi di lavoro, studio e gioco.
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