Sono sette gli indagati per la tragica morte di Nicola Fusco, il 28enne deceduto l’8 maggio 2023 mentre era alla guida di un pullman lungo via Cigliano, la strada che collega Ravello ad Amalfi. Secondo la Procura di Salerno, l’incidente è stato causato da inefficienze nella manutenzione stradale e dalla presenza di barriere di protezione non idonee.

La dinamica dell’incidente

Fusco, al volante di un bus Mercedes Benz, perse il controllo del mezzo in curva, pur viaggiando entro i limiti di velocità. Le cattive condizioni del manto stradale, rese peggiori dalla pioggia, provocarono una perdita di aderenza. Il veicolo slittò, colpendo un muretto di contenimento in pietra sormontato da un bauletto in calcestruzzo, che cedette all’impatto, facendo precipitare il mezzo nella scarpata sottostante per circa 23 metri. L’autista fu sbalzato fuori dal pullman, morendo sul colpo.

Le accuse e gli indagati

Secondo quanto riportato da Il Mattino il provvedimento notificato, la Procura accusa tre dirigenti, due funzionari e due dipendenti della Provincia di Salerno di omicidio colposo per negligenza, imperizia e violazione delle norme di sicurezza stradale. I nomi coinvolti sono Lorenzo Criscuolo, Angelo Michele Lizio, Domenico Ranesi, Vincenzo Pacella, Angelo Sica, Mario Aliberti e Luigi Popolo.

Secondo l’accusa, ciascuno, per competenze e ruoli, avrebbe omesso di garantire la sicurezza e la corretta manutenzione della strada. Si fa riferimento anche a un precedente crollo del parapetto nel 2013, mai riparato integralmente, e a una nota del maggio 2022 dei conducenti Sita, che segnalava infiltrazioni d’acqua e pericolo in quel tratto.

Ora gli indagati potranno presentare memorie difensive e fornire una diversa versione dei fatti. Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Dambrosio, De Caro, Basco, Pierro, De Martino, Zecca e Izzo

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