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Pagato con una moneta “rara”, posta un video virale ma un esperto lo smentisce: accade in Campania

Si convince di aver ricevuto per caso una moneta rara del valore di 3000 euro, posta una storia che diventa virale, ma si accorge, dopo poco, della beffa. Lo scrive l’edizione online de “Il Gazzettino”.

E’ la vicenda di cui è stato protagonista nei giorni scorsi un ristoratore di Benevento, convinto di aver ricevuto, probabilmente da qualche ignaro cliente, una moneta da 2 euro con un grossolano errore di conio.

Il giovane ristoratore ha, così, scelto di postare una storia sul suo canale Instagram personale, nel quale ha evidenziato il fortunato episodio: questa è divenuta, nel giro di poco tempo, virale, collezionando ben 4 milioni di visualizzazioni.

Il proprietario dell’attività beneventana ha voluto, ironicamente, ringraziare l’anonimo cliente che con appena 42 euro di spesa gli avrebbe “regalato” un ricavo aggiuntivo di ben 3000 euro, potenzialmente.

Poco dopo il presunto ritrovamento fortunato, il giovane ha postato un annuncio di vendita della moneta sul popolare portale dedicato alle aste online Ebay.

Dopo una valutazione attenta da parte di un esperto di numismatica, tuttavia, il titolare dell’attività ha dovuto rendersi conto della “beffa”. La moneta da 2 euro, infatti, non aveva un valore corrispondente alle sue aspettative e l’errore di conio era stato individuato soltanto grossolanamente.

La monete di 2 Euro con gli errori di conio più noti sono principalmente due.

La prima è quella della serie coniata in Germania nel 2008, che presenta un errore grossolano nella cartina dei confini europei.

In questa, infatti, non sono stati inclusi i nuovi Stati membri entrati a far parte dell’Unione Europea nell’anno precedente, il 2007.

La seconda serie caratterizzata da errori grossolani, invece, è stata prodotta in Spagna. In queste monete il difetto si troverebbe ai lati: le stelle che si riferiscono ai 12 stati fondatori dell’Unione sono notevolmente più grandi di ogni altra moneta da 2 Euro in circolazione.

Il valore, in realtà, è molto minore di alcune migliaia di euro, come nel caso prospettato dal ristoratore beneventano, bensì di circa 20 euro.

Andrea Bignardi

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