Miti della Campania: la leggenda di Punta Campanella

La Campania è la terra dei miti e delle leggende. Sono tantissimi i racconti che si tramandano di generazione in generazione che riguardano la sirena Partenope, la ninfa Amalfi o ancora il canto delle sirene di Ulisse.

Ebbene c’è una storia che riguarda il Mar Tirreno, Punta Campanella e Sorrento: la leggenda della Campana sommersa. Ecco cose narra questa splendida leggenda:

Un brutto i giorno i corsari saraceni assalirono la città di Sorrento. Seguirono ore terribili durante le quali gli invasori uccisero molti cittadini, saccheggiarono Chiese e palazzi, devastarono e incendiarono. Radunato l’enorme bottino, il capo saraceno però non era soddisfatto ed esclamò a gran voce “voglio anche le campane”. Così i campanili delle Chiese di Sorrento furono spogliati delle loro campane.

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Saccheggiato tutto e lasciandosi dietro solo devastazione, i corsari si misero in viaggio. Le campane erano tutte molto belle ma la più bella era la campana della Chiesa di Sant’Antonimo. E fu questa che il corsaro scelse e fece issare sopra la nave ammiraglia.

La nave, iniziò il suo viaggio, ma una forza misteriosa la bloccava non facendola proseguire. I corsari allora alleggerirono la nave il più possibile, ma nulla sembrò funzionare, la nave non si muoveva. Allora il capo, esasperato, disse di buttare in mare la bella campana.

La leggenda vuole che appena la campana fu gettata in mare si levò un improvviso e fortissimo vento e la nave raggiunse in pochi attimi le altre. C’è ancora chi sostiene che ogni 14 febbraio, festa del santo protettore di Sorrento, si sente la campana suonare sott’acqua.