Minori: Giuseppe Mansi non attende l’insediamento e si dimette. Ecco i motivi

Colpo di scena a Minori dove il candidato sindaco della lista Minori Unita, l’avvocato Giuseppe Mansi, non attende l’insediamento del nuovo consiglio comunale e presenta le proprie dimissioni. La rinuncia allo scranno di minoranza è stata formalizzata martedì quando Mansi ha comunicato agli uffici comunali la propria decisione, motivandola poi in un lungo manifesto in cui spiega le ragioni della sua decisione.

Per effetto della surroga di Mansi, entrerà in consiglio comunale Alberto Parascandolo.

«Parteciperò comunque a tutti i consigli comunale – fa sapere Mansi – continuando a fare politica con il mio gruppo. Mi auguro che questo mio gesto faccia più rumore di tanti sbraitamenti in consiglio comunale».

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A seguire il testo della lettera aperta ai cittadini di Minori

Cari Minoresi,
esprimo, innanzitutto, il mio pubblico ringraziamento ai 509 elettori/elettrici che hanno dato fiducia al gruppo di “Minori Unita” che ha sostenuto la mia candidatura a Sindaco di questo Paese.

Come ho più volte sottolineato in queste settimane, la mia discesa in campo per Minori è stata determinata esclusivamente dall’amore che provo e continuerò orgogliosamente a provare per il mio Paese.

Le numerose sollecitazioni “popolari” ricevute in tal senso mi hanno spinto ad abbandonare – seppur temporaneamente – quella società civile ed extra-politica cui appartengo, e nella quale ho costruito le mie più soddisfacenti fortune familiari e professionali.

Sin dal principio, la mia candidatura politica era finalizzata unicamente a dar voce a quella supposta ampia fetta di popolazione, la stessa che ha agito in modo da persuadermi a mettermi in gioco nell’agone politico comunale, nonostante io ben comprendessi quanto ciò avrebbe potuto sottrarmi in termini di dedizione alla mia famiglia, al mio lavoro e, quindi, quanto pregiudizio avrebbe potuto arrecare anche allo stesso benessere dei miei cari.

Tuttavia, i risultati elettorali consegnano un risultato popolare, espressione di un sentire diverso ed inconfutabile – che rispetto profondamente – ma che diverge in modo stridente dalla prospettazione che del paese emergeva, e che era stata denunziata, solo pochi mesi addietro.

Rispettare il voto popolare significa per me, infatti, riscontrare con umiltà la mancanza dei presupposti basilari per continuare la mia attività politica attiva.

Il popolo ha parlato in misura chiara, quasi plebiscitariamente, e, pertanto, senza mezzi termini.

D’incanto Minori pare non avere più tutte quelle emergenze solo ieri lamentate, oggi appare un paese felice e senza problemi.

Me ne compiaccio e non posso che esserne felice.

E altrettanto senza mezzi termini che oggi decido, pertanto, di uscire di scena per lasciare il mio spazio ad altri che lo occuperà certamente con pari competenza e dedizione assicurandovi, per quanto ho sentito dire negli ultimi tempi con cantilenante insistenza, anche una presenza più assidua e per voi più rassicurante.

Ho sovente affermato, anche in campagna elettorale, che non sono un “politicante” e, tantomeno, ho mai ambito ad esserlo.

Alla luce dei fatti, il mio impegno politico personale non ha più ragion d’essere perché sono venute a mancare le sue quintessenziali condizioni d’esistenza, essendosi arenato nell’irrilevanza.

Dopo la breve parentesi, lascio la politica comunale in seguito ad una disfatta, ma non abbandono certo la politica: continuerò aristotelicamente a farla in quella comunità privata extra-istituzionale che mi è più consona, e che la recente esperienza politica mi ha aiutato a comprendere meglio – sia positivamente che negativamente – dal punto di vista anche delle dinamiche interpersonali.

Vi assicuro, però, che il risultato elettorale non scalfisce in alcun modo la mia dignità, di uomo e di professionista, conquistata negli anni con duro sacrificio e, pertanto, non mi vedrete con la testa china perché la mia rimarrà in modo fiero sempre alta ed i miei occhi continueranno a guardare, come sinora ho fatto, negli occhi di ognuno di voi.

Da questa esperienza, credetemi, non esco avvilito ma rafforzato.

Mi congedo porgendo le mie scuse a quanti, e credo siano tantissimi, con i quali negli ultimi periodi non ho, volutamente, scambiato per strada alcuna parola di propaganda elettorale; così come mi scuso con quanti ho cercato di evitare con lo sguardo, cosa invece che non ho fatto in altri periodi, per evitare che il mio sguardo ed il mio saluto potessero essere fraintesi; mi scuso con quanti non ho asfitticamente corteggiato, anche telefonicamente, per ottenerne il consenso elettorale, di tutto questo vi chiedo scusa, amici minoresi, io ho inteso agire in questo modo solo per signorilità d’animo e per rispetto nei vostri confronti, per rispetto della vostra libertà, e non vorrei che fosse vero quello che qualcuno mi ha detto al riguardo e cioè che il minorese, invece, ama proprio tutto questo e che, anzi, il minorese vuole ricevere tutte queste attenzioni nel periodo elettorale.

Voglio augurare a me stesso, ma soprattutto lo auguro a voi, che ciò non corrisponda affatto a verità perché io voglio sempre credere che ogni minorese come me, oltre ad avere tutti i mezzi per vedere lontano, ha sempre dalla sua parte un buon cervello per comprendere e un grande cuore per amare.

Vi voglio sempre bene.

Peppe Mansi