Michele De Lucia:”Positano è ancora alla fase 1, abbiamo 0 attività aperte per quanto riguarda ristorazione”

Positano, così come tutti i paesi della Costiera Amalfitana, sta pagando a caro prezzo l’emergenza Covid-19. Le ordinanze della regione Campania hanno consentito a pochissime attività ricettive di riaprire i battenti. Una situazione di grande difficoltà acuita ancor di più dalla necessità di gestire, in realtà che fanno della loro ridotta dimensione una caratteristica peculiare, il flusso turistico.

“Siamo pensando a provvedimenti per far si che non si creino intasamenti – spiega il sindaco di Positano Michele De Lucia – Per quanto riguarda i caratteristici vicoletti, visto che portano in un’unica direzione, ovvero la spiaggia Grande, si potrebbe pensare di consentire in alcuni di salire e altri di scendere per cercare di gestire l’eventuale flusso di turisti. Possiamo sicuramente regolamentarli. Abbiamo in mente alcune idee per affrontare questa situazione ma intendiamo farlo quando il problema sarà concreto”.

Il primo cittadino di Positano, però, ha sottolineato quanto le norme vigenti non consentano alla perla della Costiera Amalfitana di ripartire:”Per il momento Positano è totalmente chiuse – sottolinea De Lucia – Siamo ancora fermi alla fase 1. Se continuano con queste ordinanze tra Governo e Regione secondo me la fase 1 a Positano non finirà.

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Fin quando si ostinano a dare le responsabilità civili e penali agli imprenditori, io credo che nessuno aprirà. Se non escono delle linee guida chiare, per quanto riguarda ristoranti, bar e stabilimenti balneari io credo che non troveremo imprenditori disposti a rischiare così tanto. A Positano abbiamo 0 attività aperte per quanto riguarda ristorazioni, strutture ricettive e bar”.

Altra questione spinosa per i primi cittadini delle località costiere sarà la gestione delle spiagge libere:”Se ci consentono di attrezzare le spiagge libere come diciamo noi allora possiamo tenerle aperte, altrimenti vorrà dire che dovremo chiuderle. Al di là delle norme, il punto principale è quello della vigilanza. Per un comune che ha 7-8 spiagge, con un pezzo di spiaggia libera ognuna, fare un controllo capillare è praticamente impossibile, a meno che il governo non metta a disposizione nuove risorse per fare questo tipo di controllo. Noi abbiamo un comando vigili urbani composto da 8 persone e stiamo facendo un bando per ampliarlo di altri 8 ma neanche 16 persone potrebbero bastare solo per controllare le spiagge”.