Michele Bravi è un talentuosissimo cantante che grazie alla sua bravura è riuscito ad affermarsi nel mondo della musica italiana.
Il ragazzo, classe 1994, ha iniziato il suo percorso partecipando ad X-Factor, programma dove ha trionfato.
Da lì in poi i successi non hanno tardato a manifestarsi, poiché ha avuto la possibilità di incidere diverse hit di successo e collaborare con artisti rinomati.
Il ragazzo vanta inoltre due partecipazioni al Festival di Sanremo, nel 2017 con Il diario degli errori e nel 2022 con Inverno dei fiori.
Michele Bravi è un ragazzo molto allegro e vivace, ma il suo sguardo cela malinconia e tristezza.
Oltre ad avere un animo molto sensibile, Michele nasconde un lato estremamente fragile che più volte lo ha portato a vivere profondi momenti di depressione.
In uno di questi ha perfino pensato di rinunciare alla musica ma, per fortuna, ha ritrovato la passione del canto dopo poco tempo.
Non tutti sanno però che nel 2018 l’uomo si è reso protagonista di uno spiacevole fatto di cronaca.
Nel 2018, più precisamente il 22 novembre, Michele Bravi si trovava a Milano e per una distrazione ha causato un grave incidente stradale.
Il ragazzo uscendo da un parcheggio ha investito una donna in motocicletta, uccidendola all’istante.
La morte di Rosanna Colia, una donna di 58 anni, non ha coinvolto emotivamente solo i familiari della vittima ma anche Michele Bravi, che da quel momento non è più riuscito ad essere lo stesso.
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Dopo mesi e mesi di silenzio, Michele è riuscito a esternare i sentimenti che nutre verso la vicenda.
Il ragazzo ha dichiarato più volte di sentirsi morire alla sola idea di ciò che è capitato, ma che comunque deve rimboccarsi le mani e cercare di reagire.
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C’è da dire che Michele non si è mai tirato indietro e si è assunto le sue responsabilità fin dall’inizio.
Ha inoltre partecipato ai funerali della vittima e ha cercato di supportare i familiari nonostante questi in parte lo odiassero.
La condanna prevista per Michele Bravi è stata fissata a 18 mesi, ma l’uomo ha patteggiato e ha risarcito la famiglia.
La condanna è venuta meno perché, da quanto dichiarato dal pm, non si tratta di omicidio stradale colposo, ma di una disgrazia che poteva capitare a chiunque.
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