Meraviglie di Angela: l’attore Massimo Wertmüller interpreta Flavio Gioia e narra la bussola

E’ stato Massimo Wertmüller ad aver indossato i panni di Flavio Gioia durante il servizio su Amalfi andato in onda ieri sera su Rai 1 all’interno del programma di Alberto Angela «Meraviglie – La Penisola dei Tesori».

L’attore romano ha raccontato la storia della bussola, l’importante strumento marinaro, perfezionato proprio dagli amalfitani durante il periodo Repubblicano. Non ci è dato sapere se Flavio Gioia sia esistito veramente, se avesse un altro cognome ( si fa riferimento a Biondo) o se è stato frutto della fantasia: la cosa importante è sapere che sono stati proprio i nostri antenati a perfezionare la bussola.

E non poteva essere altrimenti dal momento che Amalfi aveva il dominio sul Mar Mediterraneo: gli amalfitani erano mercanti che si sposavano con le loro navi fino all’Oriente per comprare e vedere stoffe e prodotti per cui avevano bisogno di valide strumentazioni per non perdere la rotta.

L’origine del detto Avere voce in capitolo e cos’è il capitolo

Avere il diritto, ma soprattutto l'autorità, di potere esprimere la propria opinione, su una determinata questione. Il "Capitolo" era un'assemblea di monaci o di altri religiosi che serviva a prendere...

Come ha raccontato Flavio/ Wertmüller, le origini ella bussola sono da far ricadere in Oriente: lo strumento inizialmente era molto semplice: consisteva in un ago poggiato su una scheggia di legno che galleggiava all’interno di una ciotola piena d’acqua e segnava sempre il Nord grazie alla fisica, e più nello specifico, grazie al magnetismo.

Agli amalfitani il merito di aver perfezionato questo strumento progettando una scatola di legno con un perno centrale in cui ruotava un ago che indicava i punti cardinali e i venti (lo sfondo di ogni bussola era la rosa dei venti). La bussola così divenne lo strumento che conosciamo anche oggi e divenne uno strumento necessario di ogni marinaio per consentire la navigazione.

Inoltre non dobbiamo dimenticare che gli amalfitani contribuirono a regolare la navigazione non solo con la bussola ma anche con le Tavole Amalfitane, un vero e proprio codice marittimo che venne utilizzato in tutto il Mediterraneo, da Occidente ad Oriente, e che restò in vigore fino al Rinascimento.