Marco Vannini è morto il 18 maggio del 2015 nella casa della fidanzata a Ladispoli, vicino a Roma.
Il suo caso è stato al centro di moltissime polemiche visto il ritardo con il quale sono stati chiamati i soccorsi e il coinvolgimento della famiglia della fidanzata.
Stando alle ricostruzioni fornite dai principali organi di stampa, Marco Vannini era nel bagno di casa Ciontoli intorno alle 23.
L’ha raggiunto Antonio, il padre della fidanzata e qui ci sarebbe stato lo sparo uscito da un pistola.
Il motivo per il quale l’uomo avrebbe portato con se le due pistole sarebbe stato legato all’interesse manifestato dal giovane alle stesse.
Circa dopo 40 minuti arriva la prima chiamata con il 118. A questo punto, come mostrato anche da una ricostruzione de Le Iene, la persona che ha chiamato i soccorso avrebbe chiuso la telefonata.
Dopo ulteriori 30 minuti ci sarebbe stata un’altra chiamata al 118, chiedendo l’intervento dei sanitari e minimizzando sul problema, parlando di un buco causato da un pettine a punta.
Gli operatori del 118 arrivano nella villetta trovano il ragazzo agonizzante. Una volta arrivato in ospedale purtroppo per Marco Vannini non c’è niente da fare.
Per la morte di Marco è stato condannato a 14 anni Antonio Ciontoli per omicidio volontario, mentre sui figlio Federico e Maria Pezzillo sono stati condannati a 3 anni di carcere. Assolta la fidanzata di Marco, Federico e Viola.
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