Marco Palvetti ad Amalfi: il Salvatore Conte di «Gomorra» al Trail delle Ferriere

Non ha saltato nemmeno l’appuntamento con il Trail delle Ferriere l’attore napoletano Marco Palvetti, alias Salvatore Conte di «Gomorra».

Questa mattina Palvetti ha indossato la maglia ASD Amalfi Coast e, proprio come è accaduto questo inverno per il Rupert’s Trail, ha percorso i 16 Km della tappa amalfitana del Trail delle Ferriere, inserito nel circuito Trail Campania.

L’attore di Gomorra, insieme agli altri atleti, è partito alle 9.30 da Piazza Duomo per percorrere uno dei circuiti (se non il circuito) più belli e caratteristico del Trail Campania. Gli atleti hanno corso infatti tra antiche cartiere, cascate suggestive e i limoneti per un totale di 16 km con un dislivello complessivo di 1049 metri, tra sentieri e scale, salite e discese ripide, su per le creste dei Monti Lattari, con i loro paesaggi mozzafiato.

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Dopo aver tagliato il traguardo Marco Palvetti ha indossato il costume da bagno per un tuffo in mare dato che tempo e temperature lo permettevano. E proprio in riva al mare che l’attore ci ha lasciato una dichiarazione sulla gara appena svolta.

«Ogni luogo ha le sue bellezze – ha detto Palvetti ad Amalfinotizie- . Oggi durante la corsa ho avuto un pensiero, un’illuminazione: mi sono reso conto di come questo poi sia una bella metafora di quello che può essere la vita, ovvero in discesa e in salita. E’ chiaro che noi, da esseri umani, quando abbiamo una strada in salita la evitiamo mentre quella in discesa la prendiamo troppo di petto e questo è contro un principio vitale sano. Quando ti trovi ad Amalfi ad affrontare un trail del genere il tuo punto di vista cambia ed ecco la metafora che potrebbe cambiare in positivo l’approccio alla vita. Spesso diciamo  che lo sport è come la vita o che la vita è come lo sport ma credo che non tutti gli sport, o comunque determinati sport, hanno delle cose che possono essere in comune con la vita in generale e le sue difficoltà. Un’attività del genere capace di riconnetterti con te stesso e con il tuo spirito, ma anche con quello degli altri, è poi alla base della comprensione dell’accetazione anche del proprio percorso di vita».