Maranello: Leclerc, allo Smeraldo coccolato con tortellini e pizza di Tramonti

La vittoria di domenica scorsa a Monza di Charles Leclerc ha consacrato definitivamente il giovane pilota monegasco. Dopo un periodo difficile è stato lui a riportare la vettura del cavallino rampante al trionfo nel Gp di casa.

Come da tradizione dopo il successo a Maranello sono scattati i festeggiamenti. Le campane hanno suonato a festa dettando il ritmo ai caroselli in giro per la città.

A tutto questo ha dato spazio il Corriere dello sport che ha intervistato un tramontano Doc, trapiantato da anni al nord, diventato un punto di riferimento per il mondo Ferrari in fatto di ristorazione, parliamo di Lello Apicella.

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Da sempre nel suo menù sono presenti alcune delle eccellenze della Costiera Amalfitana, terra alla quale è legato in maniera viscerale.

Al ristorante Lo Smeraldo, infatti, i piloti della rossa sono a casa. Lello ha conosciuto bene il giovane Leclerc e nell’intervista rilasciata al Corriere dello sport ha raccontato alcuni segreti del campioncino a tavola.

«Leclerc veniva spesso prima di andare all’Alfa Romeo, almeno una volta la settimana assieme ai suoi compagni dell’Academy – racconta Lello Apicella – Lo portava Massimo Rivola (oggi ad dell’Aprilia Racing, ma dal 2016 allo scorso mese di gennaio responsabile della scuola dei piloti Ferrari, ndr) e spesso l’ho visto con Sergio Perez, con Giovinazzi e Giuliano Alesi. Un ragazzo d’oro, umile, modesto e serio, mai una parola fuori posto, sempre gentile e sorridente. Cosa mangiava? Pasta, di tutti i tipi, un buongustaio ma moderato, senza eccessi. Da quando guida la Ferrari però non si è più visto, io l’aspetto sempre a braccia aperte. Vettel? Lui viene spesso, da sempre».