A Maranello la Ferrari delle pizze. Lo Smeraldo prende per la gola gli uomini del cavallino

Il rosso è il colore dominante: dal fuoco che arde nel forno al legna a quel San Marzano, polposo, che guarnisce i metri di pizza. E che pizza. Già perché è come ritrovarsi a tavola una fuoriserie della categoria. Un’autentica Ferrari delle pizze proprio nella terra del cavallino rampante. Allo Smeraldo di Lello Apicella, tramontano doc ma ormai modenese d’adozione, non è un caso se quelli della casa di Maranello ci sono stati davvero tutti. Da Jean Todt al grande Michael Schumacher, da Mario Andretti a Montezemolo.

Perché oltre a essere un tempio della cucina e della tradizione (qui la pizza si fa con metodi tradizionali e i pomodori San Marzano sono prodotti esclusivamente per il ristorante) lo Smeraldo è uno di quei punti di riferimento di ferraristi e uomini della casa fondata dal Drake. Infatti, un angolo del ristorante è dedicato proprio al ruggito delle rosse dove Lello conserva vecchi pneumatici da F1, scocche di alcuni modelli di Ferrari, foto ricordo e cimeli. Appartengono tutti a un vecchio rapporto col mito del cavallino rampante. Indissolubile.

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Il ristorante, collocato alle porte della città e a poche centinaia di metri dallo stabilimento in cui si producono le più agognate delle auto sportive, è stato uno dei primi ad aver trasferito al Nord la tradizione della pizza di Tramonti. Quella che oggi spopola in ogni parte del mondo. E Lello Apicella, owner della struttura capace finora, così come ci racconta, di aver cambiato ben 17 Ferrari (l’ultima una Testarossa prestata per la produzione della fiction su Enzo Ferrari interpretata da Sergio Castellitto), è uno di quelli che non si è sottratto alla vocazione. Perchè ha persino dismesso la divisa Carabiniere (altro angolo del ristorante è dedicato proprio alla Benemerita a cui Lello resta “nei secoli fedele”) per proseguire quell’antica arte di famiglia: la ristorazione che a Tramonti veniva garantita in una piccola trattoria.

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Nel 1974 si trasferisce a Modena e col cugino aprì la sua prima pizzeria. L’anno dopo sposa la moglie Anna Maria Imperato che ancora oggi condivide i successi di Lello affiancandolo nella vita e nel lavoro. Dieci anni dopo apre Lo Smeraldo, il ristorante che senza timore di smentita mette a tavola la Ferrari delle pizze e dove ha iniziato a ospitare personaggi del mondo dello sport e della politica tra cui l’indimenticabile Enzo Ferrari. Cavaliere della Repubblica per essere stato considerato un manager della buona tavola (stessa onorificenza fu assegnata anche a sua moglie) Lello Apicella dal 2002 ha reso il suo locale un vero e proprio tempio della ristorazione ristrutturando la struttura e proponendo, oltre a una spettacolare pizza, una cucina che racconta i suoi luoghi dell’anima. I segreti della sua pizza non li spiffera. E fa bene. Per sperimentarne morbidezza, fragranza, scelta maniacale dei prodotti, occorre provarla. E al primo boccone sembrerà di udire il ruggito di un motore. Se questo si materializzerà non temete: è il vostro lo stomaco che reclama bontà da macinare. Gnamm.

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