Cronaca

Mega-muro a Erchie, il consigliere Della Pace: “Comune chiarisca cosa è accaduto”

Alle imbarcazioni transitate via mare, per le acque antistanti la frazione di Erchie, non sarà di certo sfuggita l’immagine dell’imponente muro di cemento costruito sulla spiaggetta dello Sgarrupo. La località, nota negli anni agli amanti dell’esclusività del silenzio e della pace – oggi accessibile soltanto via mare – è stata preda di una mega costruzione che, dalla spiaggia, si dipana a ridosso della montagna.

Un vero e proprio pugno nell’occhio. La questione non è sfuggita neanche all’Amministrazione, che – spulciando tra le carte della memoria – si è interrogata sul perché fosse stata autorizzata una messa in sicurezza in tali modalità. Nell’attesa di conoscere l’esito del sopralluogo da parte della Polizia Locale, non si è fatta attendere il commento piccato dell’opposizione che siede a Palazzo di Città.

“È mai possibile che la fascia costiera, solitamente sorvegliata e tutelata in maniera attenta, diventi teatro di episodi così squallidi?” È la reazione di Salvatore della Pace, consigliere di Idea Comune.

“Il ripristino dello stato dei luoghi non può trasformarsi in un mega muro. La responsabilità è sicuramente di chi avrebbe dovuto vigilare sull’esecuzione degli interventi a partire dall’amministrazione comunale, alla polizia locale e a tutti gli enti preposti ma anche da noi cittadini che avremmo dovuto e potuto fare di più”.

Un richiamo alla responsabilità comune che sfocia in un elogio all’ingegnere Francesco Crisci. “Tutti noi cittadini di Maiori dovremmo ringraziare l’ingegnere per un gesto di grande attenzione verso il nostro territorio. È impossibile che i residenti, i villeggianti e organi di vigilanza non si siano accorti di nulla in questi mesi. Mi sento sconfitto – commenta Salvatore Della Pace – anche se sono estraneo alla vicenda.”

“È impossibile – chiosa il consigliere di minoranza – che nessuno fermi questo scempio. Siamo amareggiati perché dal comune non è ancora una nota per sapere e chiarirà cosa sia realmente successo. Col passare del tempo avremmo corso il rischio che quello scempio diventasse parte integrante del territorio e questo non può e non deve accadere”.

Le immagini precedenti i lavori

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Matteo Maiorano

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