Maiori, opposizioni all’attacco sugli introiti dell’acqua. “In nove anni un milione di euro in meno”

L’immediata riduzione diretta o indiretta della bolletta idrica del 25%. A chiederlo sono i gruppi di opposizione Città Nuova e  Insieme per Maiori che in un manifesto che sarà affisso domani in paese denunciano che in “nove anni è stato incassato un milione di euro in meno”. «Poiché non ci sono in bilancio debiti gestionali collegati all’acqua vuol dire che ci hanno fatto pagare il 27% in più» spiegano dopo aver snocciolato una serie di cifre relativi alle annualità comprese tra il 2005 al 2009. «Non abbiamo tempo da perdere con l’indignazione e non ci scandalizziamo, ma l’Amministrazione (tra una cena di beneficenza, una inaugurazione a rate e il brindisi di fine anno) deve mettere subito mano al recupero di questi soldi – si legge nel manifesto – noi sappiamo che nel mancato incasso esistono situazioni di disagio sociale da valutare ed errori da correggere, ma se 300 utenti (su 4400) sono in debito col comune di oltre i tre quarti di questo milione, a una persona normale viene il ragionevole dubbio che vi sia qualcosa che non va. Da eliminare. Immediatamente. Per il rispetto che si deve ai maioresi che pagano, e nell’interesse della comunità e dell’Ente. Perché se si continua così i contribuenti in regola potrebbero incazzarsi». Le opposizioni, rispolverando il motto “pagare tutti per pagare meno”, annunciano la firma “di un patto civico e di civiltà con i cittadini” e chiedono all’amministrazione comunale oltre alla riduzione diretta o indiretta della bolletta idrica del 25%, anche la rapida definizione agevolata delle posizioni debitorie (con la compensazione per la depurazione, se dovuta). A queste si aggiungono altre due richieste: la destinazione delle risorse recuperate alla installazione di contatori a telelettura, alla planimetria della rete idrica e fognaria da affidare con procedura ad evidenza pubblica a esperti della materia, alla messa in rete della sorgente Capitana previo verifica di fattibilità e la modifica di ogni regolamento comunale che preveda concessioni, autorizzazioni, permessi e simili con l’introduzione vincolante della presentazione di un certificato comunale di regolarità contributiva. «I servizi primari sono di tutti – concludono – Se per un quarto non vengono pagati vuol dire che il sistema è malato e va curato per il bene di tutti».