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Maiori, a settembre si dischiude Santa Maria de Olearia: il nuovo calendario di visite

Aperture straordinarie nel mese di settembre per il suggestivo complesso abbaziale di Santa Maria de Olearia, che dischiude i suoi ambienti al pubblico. Tra i più importanti insediamenti monastici benedettini dell’intero territorio amalfitano, l’Olearia custodisce uno tra i più importanti gruppi di dipinti murali in Campania del primo medioevo, tanto che alcuni di essi sono probabilmente i più antichi rimasti del ducato medievale amalfitano.

Sarà possibile visitare in maniera straordinaria l’antico eremitaggio incastonato nella roccia i giorni di sabato 7, giovedì 12, sabato 14, giovedì 19 e venerdì 21 settembre 2024 dalle 16.00 alle 18.30. L’apertura è stata promossa con il patrocinio del Comune di Maiori, che ha elaborato il nuovo calendario di apertura d’intesa con la Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Salerno e Avellino, proprietaria del sito. I volontari dell’Associazione Acarbio accoglieranno e accompagneranno i visitatori alla scoperta di questo luogo intriso di storia, che si trova lungo la Statale Amalfitana nel tratto compreso tra Capo d’Orso e la città di Maiori.

Dopo le aperture del mese di agosto, che hanno richiamato un discreto numero di visitatori, curiosi e amanti della storia, di concerto è stato deciso di dare un nuovo ventaglio di possibilità di visita alla millenaria abbazia, che di solito non è visitabile. Un’occasione rara e preziosa, dunque, per visitare una delle gemme nascoste della Costa d’Amalfi.

Santa Maria de Olearia*

Notizie della sua fondazione risalgono al primo arcivescovo di Amalfi, Leone – rivestì la carica dal 987 fino alla morte, avvenuta nel 1029 – che concesse a Pietro, un eremita che viveva in compagnia del nipote Giovanni, nel luogo in cui avveniva la lavorazione dell’olio, di edificare la chiesa che per questo sarà detta Olearia. Luogo di meditazione solitaria per gli anacoreti, Santa Maria de Olearia ha evoluzione monastica dopo il 1087, quando è inglobata dal monastero benedettino della SS.ma Trinità di Cava dei Tirreni, prima di tornare al capitolo della Cattedrale di Amalfi nel 1580.

Dell’antico complesso monastico rimangono oggi tre chiesette sovrapposte. Ricavato all’ombra di un grande antro roccioso naturale, è un sito di delicato fascino e grande suggestione, nel quale si respirano storia e misticismo, accompagnati dalla bellezza del paesaggio verticale della Costa d’Amalfi.

La caratteristica costruttiva delle architetture è data dai materiali che, ad eccezione dei marmi come colonne, capitelli, lastre, realizza una muratura in semplice pietrisco di roccia e malta ricoperta da intonaco. Per quanto suggestivi siano i connotati architettonici ed ambientali del sito, i dipinti che lo decorano sono l’elemento di maggiore interesse. In effetti si tratta di uno tra i più importanti gruppi di dipinti murali in Campania pervenuti dal primo medioevo, tanto che alcuni di essi sono probabilmente i più antichi rimasti dell’epoca del ducato medievale amalfitano.  Si tratta di tre diversi cicli pittorici, tutti medievali, ma eseguiti in tempi diversi, dislocati in altrettanti ambienti sovrapposti. Nel complesso, il monumento è preziosa testimonianza di arte e architettura del primo medioevo.

Redazione Web

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