Madonna di Pompei, storia e miracoli: perché si fa la Supplica?

La Beata Vergine del Rosario di Pompei, detta anche Madonna di Pompei in breve, è un quadro che attira nella cittadina subito a Sud di Napoli un gran numero di fedeli, che si presentano di fronte all’immagine della Vergine per presentare la propria supplica.

Si tratta di una delle destinazioni più popolari per il turismo di fede della Campania e accoglie ogni anno oltre 4 milioni di pellegrini, che si rivolgono alla Madonna per ottenere una grazia, un miracolo, il miglioramento di una particolare condizione che può essere fonte di preoccupazione.

Il culto della Madonna di Pompei è estremamente diffuso in tutto il sud del nostro Paese e il quadro in questione viene rappresentato su un enorme numero di santini, immagini, accessori per la protezione dell’auto e della casa.

La singolarissima storia della Madonna di Pompei

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Come spesso avviene nella terra delle storie e delle tradizioni, la nostra Campania, anche per la Madonna di Pompei circolano una serie di aneddoti incredibili, che contribuiscono ad arricchire quello che è il culto che riguarda questa particolarissima rappresentazione della vergine.

Ad essere centrale nella storia del quadro della Madonna di Pompei è Bartolo Longo, giovane di buoni natali che però aveva avuto una gioventù a dir poco movimentata. Negli anni dell’università si avvicinò agli ambienti della goliardia, dell’anticlericalismo e secondo alcuni anche del satanismo.

Dopo una giovinezza particolarmente dissoluta, raccontò di aver avuto un messaggio dalla Madonna, che gli chiese di propagare il rosario e la sua immagine. “Propaga il Rosario e ti salverai”, secondo quando riportato da Bartolo Longo.

Il Longo dunque cominciò la sua opera di proselitismo, spinto più dal terrore che egli aveva per il futuro della sua anima che da un fede sincera, secondo le malelingue. Non vi erano però molti frutti, in quanto le capacità oratorie dello stesso Longo non erano, secondo le cronache del tempo, in grado di muovere i cuori.

Longo dunque si recò a Napoli alla ricerca di un dipinto che rappresentasse la Madonna, per offrire ai fedeli qualcosa di visibile da venerare, qualcosa che sarebbe stato più forte delle sue orazioni. Si recò dal suo confessore, che operava ai tempi in via Toledo, il quale lo indirizzò verso Suor Maria Concetta, che operava ai tempi nel popolare convento nella zona di Porta Medina.

Riuscì ad ottenere un quadro che rappresentava la Madonna dalla suora, che però era in condizioni pessime e dunque necessitava di essere restaurato. Il pessimo stato di conservazione del quadro però non fece cambiare idea al Longo, che decise di acquistarlo comunque e portarlo a Pompei. Secondo la leggenda, il quadro fu trasportato su un quadro che veniva utilizzato, in quei tempi, per trasportare il letame da e verso le campagne.

Il quadro era in così pessime condizioni che anche secondo la popolazione locale, che era accorsa per aspettare l’arrivo dell’immagine, non sarebbe potuto essere esposto prima di un deciso restauro dell’opera. Ad effettuare i restauri furono dell’ordine Guglielmo Galella e Federico Maldarelli.

Il quadro fu restaurato e nello stesso tempo iniziò la costruzione della basilica di Pompei, nello stesso luogo nel quale, almeno secondo quanto raccontato dal Longo stesso, questi ebbe il colloquio con la Vergine. A contribuire per la parte materiale della costruzione della basilica fu la contessa Maria De Fusco, che secondo le cronache del tempo aveva una relazione amorosa con il Longo stesso.

Al quadro furono aggiunte anche molte pietre preziose, come diamanti, rubini e zaffiri donati da una famiglia ebraica del luogo. Delle pietre oggi però non vi è traccia in quanto furono rimosse durante l’ultimo restauro dell’opera, avvenuto negli anni ’60.

Il 13 Febbraio del 1876 è la data di “nascita”, se così vogliamo dire, del quadro della Madonna di Pompei, perché proprio in questa data fu mostrato per la prima volta ai fedeli. Della stessa data il primo miracolo che viene imputato alla Madonna di Pompei: la guarigione di una ragazzina di Napoli dall’epilessia.

La prima guarigione ad opera della Madonna fu il vero treno della sua popolarità tra i fedeli di tutto il sud Italia: la voce raggiunse rapidamente in tutto quello che era un tempo il territorio del Regno di Napoli e subito migliaia di persone raggiunsero Pompei, ognuna portando la propria supplica per la Madonna.

I miracoli della Madonna di Pompei

Dopo il primo popolarissimo miracolo, la Madonna di Pompei diventò meta di pellegrinaggio per i disperati di tutta Italia. Tra i miracoli che con più vigore vengono ricordati troviamo i seguenti:

  • Angela Massafra, giovane tarantina di 24 anni, data per spacciata dai medici per una paralisi. Si era già preparata alla morte e il parroco le aveva somministrato l’estrema unzione. Non aveva però, almeno secondo le cronache del tempo, mai smesso di pregare la Madonna di Pompei. La sera del 29 Giugno 1888 fu visitata nella sua stanza da una signora vestita di bianco, che si presentò come la Vergine di Pompei. Al mattino seguente, che coincideva con il primo dei quindici sabati del rosario, Angela scoprì di essere completamente guarita
  • Suor Maddalena, guarita dalla Madonna di Pompei da un caso di sclerosi del midollo spinale. Anche questa guarigione miracolosa è della fine del diciannovesimo secolo
  • Suor Silvia Manzella, guarita dalla tisi nel 1909. Dopo essere stata colpita da quella che era ai tempi una terribile malattia, trovò la grazia incominciando i Quindici Sabati della Santissima Vergine di Pompei

I Quindici Sabati del Rosario di Pompei

Si tratta di una pratica di preghiera, che viene portata avanti per quindici sabati consecutivi, durante i quali vengono rivissuti i quindici misteri del rosario.

Sebbene possa essere una pratica che può essere fatta iniziare durante tutto l’anno, per tradizione a Pompei si sceglie di premetterli all’8 Maggio e alla prima domenica di Ottobre. Durante questa seconda data, ogni anno a Pompei e in tante altre parti del mondo, si recita la Supplica alla Beata Vergine del Rosario.

Per far terminare i quindici sabati l’8 Maggio si comincia dall’ultimo stato di Gennaio, fatta eccezione per gli anni nei quali l’8 Maggio cade appunto di sabato. In questo caso sarà necessario anticipare l’inizio dei quindici sabati della Vergine al penultimo sabato del primo mese dell’anno.

Il santuario oggi

Ad oggi il santuario della Beata Vergine del Santo Rosario è uno dei più importanti luoghi di culto mariani del mondo cattolico e sono molti anche i papi che hanno deciso di rendere omaggio alla Vergine: tutti e tre gli ultimi pontefici hanno visitato il santuario, Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Francesco I. Il santuario gode oggi della dignità di basilica pontificia ed è sede della stessa delegazione.

Un quadro nato sbagliato

Tra le curiosità che accompagnano il quadro c’è anche “l’errore” della prima tela. Nella prima versione pre-restauro infatti la Madonna porgeva la corona a Santa Rosa, il che è un errore secondo la tradizione domenicana. Successivamente, durante le restaurazioni, santa Rosa fu trasformato in Santa Caterina da Siena.

L’allievo di Luca Giordano

Durante l’ultimo restauro della tela, che è avvenuto per mano dei padri benedettini del Pontificio Istituto, nel 1965, è stato scoperto che il dipinto è stato realizzato da un allievo di Luca Giordano. Fu proprio durante questo restauro che furono eliminate le pietre preziose, per timore che potessero andare a perforare la tela.

Apprezzatissima da Giovanni Paolo II

La storia del quadro si incrocia anche con quella del papa polacco, oggi San Giovanni Paolo II: la volle per lui il 16 ottobre 2002 a San Pietro, per firmare affianco all’immagine della vergine la lettera apostolica Rosarium Virginis Mariae.

Il papa era così legato al quadro e alla storia del Santuario della Beata Vergine che aprì egli stesso le procedure di beatificazione per Bartolo Longo, il protagonista della curiosissima storia della Madonna di Pompei.

Negli spogliatoi del Napoli

Una riproduzione del quadro sarebbe anche presente nei corridoi che dividono gli spogliatoi delle squadre dal campo dello Stadio San Paolo di Napoli, insieme ad altre rappresentazioni della Madonna. Molti dei calciatori accarezzano il quadro, prima delle partite, in segno di devozione per la Vergine.