James Fenimore Cooper ha incantato i lettori con il suo romanzo “L’ultimo dei Mohicani“, un dramma di guerra e amore ambientato nel turbolento periodo della guerra franco-indiana, nella metà del XVIII secolo. Ma quanto del racconto è basato sulla realtà storica? Scopriamolo insieme.
Nel romanzo, le vicende si concentrano attorno a Natty Bumppo, un cacciatore bianco noto come Occhio di Falco, e i suoi alleati Mohicani, Uncas e suo padre Chingachgook. Loro si trovano nel bel mezzo di un’epica lotta per salvare le figlie del colonnello inglese Munro, Alice e Cora, rapite dal nemico comune Magua, capo di un gruppo urone e alleato con i francesi. Il lungo inseguimento si conclude tragicamente con la morte di Cora, Uncas e Magua, conclusione che fa da preludio a dettagliati funerali secondo il rito indiano.
Nonostante il fascino di questa storia, bisogna notare che il filone narrativo che riguarda le due figlie alla ricerca del padre è un’invenzione di Cooper.
A differenza della trama inventata da Cooper, l’assedio e il successivo massacro di Fort William Henry sono eventi storicamente accertati.
Il 3 agosto 1757, il marchese di Montcalm, approfittando del fatto che i britannici avevano concentrato il grosso delle loro truppe in Nuova Scozia per attaccare la piazzaforte francese di Louisbourg, pose assedio a Fort Henry. Questa fortezza era strategicamente importante e rappresentava una spina nel fianco per i francesi. Montcalm, con un esercito di 6.000 soldati e 1.800 guerrieri indigeni, attaccò la fortezza difesa da Munro e i suoi 2.400 uomini. Dopo sei giorni di assedio e cannonate, i difensori furono costretti ad arrendersi.
Montcalm offrì a Munro dei termini di resa generosi, consentendo ai suoi uomini di ritirarsi a Fort Edward, 16 miglia più a sud, con i moschetti ma senza munizioni e con una scorta di 200 soldati francesi. Tuttavia, l’evacuazione del forte il 10 agosto non fu pacifica.
I guerrieri indigeni alleati dei francesi irruppero nella fortificazione, la saccheggiarono e uccisero i feriti rimasti. Insoddisfatti del bottino, inseguirono la colonna dei vinti, spogliandoli dei fucili, dei bagagli e anche degli abiti. Coloro che opposero resistenza furono uccisi a colpi di tomahawk, e molti furono fatti prigionieri.
“L’ultimo dei Mohicani” è un classico della letteratura che ha affascinato generazioni di lettori. Ma, come molte opere di fiction, prende elementi della realtà e li modella per creare un racconto coinvolgente e drammatico.
In questo caso, Cooper ha tratto ispirazione da eventi storici reali, come l’assedio di Fort William Henry, ma ha aggiunto personaggi e trame che non si trovano nei libri di storia. Questo non sminuisce il valore del suo romanzo, ma ci ricorda quanto possano essere diversi la realtà storica e la finzione letteraria. Il fascino risiede proprio nel modo in cui queste due dimensioni possono mescolarsi per creare un racconto avvincente e indimenticabile.
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