Nel 2026 viaggiare in Europa non sarà solo una questione di biglietti e valigie, ma di scelte consapevoli: mentre le capitali più iconiche fanno i conti con il turismo di massa, tra restrizioni, rincari e folla permanente, l’esperienza del viaggio cambia volto. Fortunatamente, c’è ancora un’Europa meno raccontata, che ha tanta voglia di emergere e che nel 2026 potrebbe brillare, offrendo ai viaggiatori un contesto più vivibile.

Ecco perché abbiamo raccolto una selezione di destinazioni europee sottovalutate, scelte con criteri semplici: posti veri, accessibili, belli da vivere prima ancora che da fotografare.

Nova Gorica e Gorizia: due città, due Paesi, zero stress

Un confine che oggi non divide più. Nova Gorica (Slovenia) e Gorizia sono un esempio concreto di un’Europa che funziona: attraversi una piazza e cambi Stato. Dopo l’esperienza da Capitale europea della cultura, in questa zona del Nord est si continua a investire in eventi, spazi creativi e turismo lento.

Perché andarci nel 2026: cultura, vino di qualità, prezzi ancora accessibili.

Quando: primavera e inizio autunno.
Come arrivare: treno fino a Gorizia, poi tour a piedi o in bici.
È una meta capace di offrire un’esperienza ricca senza imporre costi sproporzionati, un vantaggio che nel 2026 sarà tutt’altro che secondario.

Trenčín (Slovacchia): la sorpresa culturale dell’anno

Con un passaggio di staffetta di qualche centinaio di chilometri dall’Italia, nel 2026 Trenčín sarà Capitale europea della cultura. Parliamo di una meta che è ancora fuori dai radar del turismo di massa. Ed è proprio questo il momento giusto per scoprirla. Un centro storico raccolto, un castello spettacolare e un calendario culturale fitto di eventi da scoprire.

Perché conviene: costa meno di molte capitali dell’Est, ma offre una scena culturale altrettanto ricca.
Quando: maggio–giugno o settembre.
Accesso: volo verso Bratislava o Vienna, poi treno (comodo e panoramico).

Oulu (Finlandia): il Nord che non ti aspetti

Se pensi alla Finlandia forse ti vengono in mente Helsinki o la Lapponia. Oulu, invece, è una città giovane, creativa, affacciata sul Baltico, che nel 2026 sarà l’altra Capitale europea della cultura oltre alla cittadina slovacca di cui abbiamo appena parlato. Non ti far intimorire dalle dicerie sulle temperature nordiche perché Oulu è sorprendentemente vivibile.

Perché andarci: design, saune, natura e una scena culturale in fermento.
Quando: estate per il sole di mezzanotte, inverno per scoprire l’atmosfera artica.
Come arrivare: via Helsinki con coincidenza interna.

Ogliastra (Sardegna): l’isola che non urla

Nel 2026 la Sardegna continuerà a essere amatissima, ma l’Ogliastra resta un mondo a parte. Qui convivono un mare di rara bellezza, paesaggi montani, itinerari di trekking, borghi storici e una dimensione di quiete ormai rara.

Quando: maggio–giugno e settembre.
Accesso: volo per Cagliari od Olbia, poi auto.
Perché è autentica: privilegia il territorio rispetto alla movida, con livelli di prezzo più accessibili nelle aree interne.

Sicilia interna: l’isola che vive a ritmi diversi

La Sicilia più interessante nel 2026 non sarà solo quella delle città più famose e visitate. L’entroterra, con i suoi piccoli borghi e itinerari da vivere con lentezza, sta diventando la vera esperienza del viaggiatore che punta alla qualità. Qui il vero lusso è il tempo.

Quando: primavera e ottobre.
Come muoversi: in auto, senza fretta.
Perché vale la pena: ottimo cibo, esperienze autentiche e prezzi economici.

Liguria verticale: sentieri, parchi e aria buona

Non solo mare. La Liguria dell’entroterra è un susseguirsi di crinali, boschi ricchi di porcini, borghi e sentieri affacciati sul mare. Nel 2026 sarà sempre più apprezzata da chi cerca la natura senza la necessità di spingersi a grandi distanze.

Quando: primavera e autunno.
Accesso: treno + bus locali o auto.
Perché è sottovalutata: tutti guardano la costa, pochi salgono in “quota”.

Umbria outdoor: il centro di un’Europa che funziona

Cammini, ciclovie, laghi e borghi: l’Umbria si distingue come una delle regioni italiane con il miglior equilibrio tra qualità dell’offerta turistica e flussi di visitatori, soprattutto al di fuori dell’alta stagione.

Quando: aprile–giugno, settembre–ottobre.
Accesso: facile da tutta Italia.
Valore: un’esperienza fondata sulla qualità più che sull’hype.

Perché queste mete potrebbero emergere nel 2026 (anche nei numeri)

Il turismo europeo continua a crescere, ma si sta spostando. Secondo ENIT, nei primi mesi del 2025 le presenze turistiche in Italia hanno superato i 268 milioni, con una forte crescita degli arrivi internazionali.

Allo stesso tempo, sempre più viaggiatori cercano destinazioni meno congestionate e più autentiche, un trend evidenziato anche dai dati sulla spesa turistica e sulle nuove abitudini di viaggio.

Un ultimo consiglio pratico

Se vuoi esplorare mete meno frequentate, non è necessario dipendere dal Wi-Fi pubblico di bar, hotel o stazioni, né dalle reti locali per restare online. Affidandoti a una delle migliori VPN sul mercato puoi navigare in tutta sicurezza, confrontare offerte e prezzi con tranquillità, e proteggere i tuoi dati soprattutto quando sei all’estero.

In sintesi

Per molti esperti del settore, il 2026 non sarà l’anno delle “solite” destinazioni. Sarà l’anno di chi ama scoprire, di chi arriva un passo prima degli altri. Queste mete, ancora oggi spesso sottovalutate, incarnano perfettamente questa filosofia: meno folla, maggiore attenzione a ciò che conta davvero. Per riscoprire, finalmente, la vera esperienza del viaggio.

Change privacy settings
×