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Le Iene, chi è la mamma biologica del bimbo abbandonato a Ragusa: storia vera

Le Iene, il bambino abbandonato a Ragusa, la mamma biologica parla alle telecamere. La storia vera.

Le Iene, la vera storia del bimbo di Ragusa

Vittorio Fortunato, noto affettuosamente come Miele, un bambino abbandonato tra i rifiuti appena nato a Ragusa. La sua vita, iniziata tra le difficoltà più estreme, ha preso una svolta sorprendente quando una famiglia amorevole l’ha accolto attraverso l’Adozione nazionale.

Oggi, però, Miele è al centro di una delicata controversia giuridica che lo porterà a tornare dalla donna che lo ha partorito.

La petizione dei genitori adottivi

La petizione, lanciata dai genitori preadottivi di Miele, rivela una storia toccante di amore e dedizione. Il bambino è stato trovato in condizioni estreme, avvolto solo in una tutina calda e con un ciuccio, abbandonato tra i rifiuti appena dopo il parto.

La madre biologica lo ha consegnato al padre, che ha simulato il ritrovamento fino all’intervento della polizia e dell’ambulanza. Miele ha lottato per la vita, affrontando gravi problemi di salute al suo arrivo in ospedale.

Cosa succederà ora a Miele?

Il Tribunale per i minorenni di Catania ha affidato Miele ai suoi attuali genitori dopo aver dichiarato l’adottabilità, seguita dall’affidamento preadottivo. La legge stabilisce chiaramente che, una volta in atto l’affido preadottivo, non è possibile un riconoscimento tardivo da parte della famiglia biologica.

Né la revoca dello stato di adottabilità del bambino. L’avvocato della madre biologica solleva delle questioni procedurali, sostenendo che la sua assistita non è stata adeguatamente ascoltata prima della dichiarazione di adottabilità.

Parla Sara la madre del bambino a Le Iene

La madre biologica, Sara, ha raccontato il suo dramma a Le Iene. Una donna di 41 anni, con un lavoro, un figlio adolescente, e un divorzio alle spalle, ha vissuto la gravidanza in silenzio, nascondendo il segreto perfino al compagno.

Nel panico, ha nascosto la sua condizione fino al quinto mese e solo dopo il parto ha informato il compagno, il quale ha poi inscenato l’abbandono. La madre, oggi dichiarata idonea a crescere il bambino, chiede di riavere suo figlio.

Mentre la battaglia legale continua, la famiglia adottiva di Miele, sostenuta da migliaia di firme sulla petizione, si prepara ad affrontare l’incertezza del futuro, con la speranza di mantenere intatto il legame speciale che hanno costruito con il loro amato figlio Miele.

Francesca Petriccione

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