L’alluvione di Cetara del 24 ottobre 1910. Anche il Re giunse in Costiera / Video

Cetara tra qualche ora avrebbe pianto i suoi morti. Esattamente 107 anni fa. E cioè per effetto di quell’immane disastro che, in Campania, provocò in tutto 200 vittime. Era il 24 ottobre 1910 quando la Costiera Amalfitana, Salerno e Casamicciola, sull’Isola d’Ischia, vennero colpite da una bomba d’acqua che in poco tempo causò devastanti alluvioni. La più drammatica proprio a Cetara aggredita alla spalle con la ferocia di un agguato.

La natura si ribellò anche allora. Anche quando cemento, abbandono e incendi ancora non avevano minato irrimediabilmente l’ecosistema aumentando i rischi del dissesto idrogeologico. A Cetara, oltre alle cento persone che trovarono la morte, si contarono ganni ingentissimi.

In soccorso giunse persino il 63° reggimento di fanteria, i cui militari insieme alla Croce Rossa portarono gli aiuto alla popolazione colpita seppur con notevole ritardo rispetto al giorno in cui scatenò la furia del torrente.

Alla comunità di Cetara fecero visita anche Re Vittorio Emanuele III di Savoia e il Ministro dei Lavori Pubblici del Regno d’Italia, Ettore Sacchi, il cui arrivo tra le macerie venne documentato da un bozzetto pubblicato sulla copertina de La Domenica Del Corriere, il popolare settimanale italiano fondato a Milano nel 1899 e poi chiuso definitivamente nel 1989.

L’edizione della settimana compresa tra il 6 e 13 novembre 1910 riportava questa didascalia ai piedi dell’immagine illustrata di copertina: «Dolori e lutti dell’Italia meridionale: il re visita alle rovine di Cetara, nel Golfo di Salerno, distrutta da un nubifragio».

Gran parte del borgo di pescatori venne distrutto dalla terribile alluvione scatenata da eccezionali piogge iniziate dal pomeriggio del 23 e proseguite durante tutta la notte. A Cetara intere famiglie restarono seppellite sotto ai detriti e alle macerie delle proprie abitazioni, travolte dalla furia delle acque e delle conseguenti frane che si staccarono a monte della vallata.