L’aeroporto Salerno – Costa d’Amalfi non è un flop, nell’ultimo anno è cresciuto del 10%

L‘aeroporto Salerno Costa d’Amalfi è stato al centro della cronaca locale degli ultimi giorni perchè i dati dell’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile, che ha stilato la classifica di tutti gli scali d’Italia, sottolineando che dall’aeroporto salernitano ogni anno partono soltanto 70 voli.

I vertici dello scalo hanno voluto smentire, però, tali dati, sottolineando che a differenza di quanto detto c’è stata una crescita del 10%. Se il traffico commerciale non spicca i dati dal settore dell’aviazione generale e dell’aerotaxi fanno ben sperare.

Nello specifico, per quanto riguarda l’aerotaxi, i movimenti sono stati 1.022, con più di 4mila passeggeri. Mentre l’aviazione generale ha portato 1.496 movimenti e cioè 700 aerei, in pratica due al giorno, con oltre 700 passeggeri. Complessivamente, dunque, nei cieli salernitani nel 2016 sono volati 1.200aerei circa, con oltre 7mila persone transitate.

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La migliore performance dell’aeroporto Salerno – Costa d’Amalfi l’ha vissuta nel 2011,anno in cui si sono alternati i collegamenti di Alitalia e Air Dolomiti, con 2644 movimenti, e cioè 1322 aerei.

Dieci volte quelli registrati nel 2016, pari a poco meno di tremila. Anche se proprio il dato relativo al numero di passeggeri è in controtendenza rispetto a quello degli aerei: seppure di meno i mezzi che hanno solcato i cieli salernitani, i passeggeri del 2016 sono stati oltre il doppio rispetto a quelli transitati attraverso il Costa d’Amalfi nel 2015.

L’amministratore delegato dell’area tecnica dell’aeroporto Salerno – Costa d’Amalfi, Antonio Ilardi, si dice soddisfatto per la crescita che ha interessato la scalo salernitano, sottolineando la bontà del lavoro svolto da tutti i dipendenti: «Siamo estremamente soddisfatti dei dati registrati nel 2016. Essi testimoniano la qualità del lavoro svolto per rendere lo scalo attrattivo e funzionante già in questa conformazione infrastrutturale. Nell’analizzare i dati, desideriamo sottolineare – conclude Antonio Ilardi  – che l’incremento dei flussi è stato registrato senza erogare alcun incentivo».