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La vera storia a cui è ispirato il film Mio fratello, mia sorella

La vera storia del film Mio fratello, mia sorella quale sarebbe esattamente? Sarebbe stato proprio il regista a spiegare di aver preso spunto, per il personaggio di Sebastiano, da una storia di una sua amica e dal fratello.

Film Mio fratello, mia sorella, vera storia?

La vera storia a cui è ispirato il film Mio fratello, mia sorella quale sarebbe? Prima di tutto è il caso di specificare che si tratta di un film che nel 2021 è già andato in onda su Netflix, ma non solo. Il regista sarebbe Roberto Capucci e proprio lui avrebbe indicato da cosa sarebbe stato ispirato per la realizzazione del film.

Quest’ultimo infatti pare che sia ispirato a una sua amica, che avrebbe un fratello che soffre di autismo. Nonostante il problema, questa donna avrebbe spiegato al regista che comunque lei avrebbe con il fratello anche un rapporto ironico. Questo è quello che il web sostiene.

Insomma, pare che il regista sia stato ispirato da questo e pare anche che poi da qui avrebbe composto il protagonista della storia, che sarebbe Sebastiano, e poi avrebbe lavorato proprio anche sul far capire ai telespettatori il legame tra tale protagonista e la sorella.

I dettagli

A quanto pare in tanti hanno considerato che questo film sarebbe un vero e proprio capolavoro, in quanto il regista avrebbe curato proprio tutto nei minimi particolari, ma non solo. Pare infatti che proprio lo stesso professionista abbia anche aggiunto altro.

Sembra che infatti il regista, per realizzare il personaggio di Sebastiano, abbia proprio richiesto l’aiuto di psichiatri, ma anche di pazienti e non solo. Avrebbe anche collaborato con alcune persone imparentate con i pazienti.

Di conseguenza si può affermare che il personaggio di Sebastiano non esiste, ma il regista, grazie alla collaborazione con gli esperti, avrebbe proprio fatto in modo da renderlo realistico.

Insomma, pare proprio che grazie a questo lavoro molto duro e ricco di dettagli, poi ci sia stata una grande soddisfazione, ma non solo. Pare anche che il regista abbia sottolineato di aver ricevuto una sorta di “approvazione” da parte dei professionisti di psichiatria.

In effetti proprio questi ultimi avrebbero poi riconosciuto il personaggio che si sarebbe venuto a creare come una sorta di protagonista che è parecchio realistico e che quindi appunto permette di far capire bene come sarebbe il caso di un paziente affetto realmente da schizofrenia. Insomma, a quanto pare ecco che il film in questione mostrerebbe quindi il prodotto del duro lavoro compiuto dal regista e da tutti coloro che hanno collaborato con lui.

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