La tassa di Soggiorno? Ad Amalfi c’è, ma all’azienda per il turismo non lo sanno

Fidarsi è bene non fidarsi è meglio. Se avessero conosciuto questa infallibile massima i due turisti stranieri incappati ieri in uno spiacevole equivoco avrebbero evitato la figuraccia con i titolari dell’albergo in cui avevano soggiornato, tacciati ingiustamente di truffa dopo aver assunto informazioni sbagliate presso l’ufficio turistico circa il pagamento della tassa di soggiorno. È accaduto ad Amalfi dove una coppia di vacanzieri dopo aver terminano la permanenza ha pagato regolarmente il conto, comprensivo di tassa, poi una volta fuori dall’albergo si è recata presso l’Azienda di Soggiorno e Turismo per chiedere se il balzello era dovuto. Insomma, l’esborso, sommato al conto della vacanza, non li ha convinti al punto da chiedere lumi al bureau dell’ufficio di viale delle Repubbliche Marinare dove si sono sentiti dir che quella “city tax” di cui parlavano non esisteva. Già, proprio così: a sorpresa gli rispondono di no. E così, per quel balzello, istituito dal comune a inizio anno, si è rischiato l’incidente diplomatico. Perché non c’è nulla di peggio per un turista che sentirsi truffato. E così i clienti sono tornati in hotel accusando l’albergatore di avergli rubato i soldi, ignari dell’esistenza della tassa. Dal bureau della struttura ricettiva con pazienza e garbo è stato spiegato l’equivoco risoltosi con una stretta di mano. Ma subito dopo è montata la polemica soprattutto quando dall’associazione albergatori è stato chiesto conto e ragione dell’accaduto. “Dall’altro capo del telefono hanno risposto che il Comune non li ha mai avvisati dell’obbligo di pagamento della tassa di soggiorno – tuona il presidente del consorzio Amalfi di Qualità, Gennaro Pisacane – Gli imprenditori del nostro paese si trovano a dover convivere anche con queste situazioni ed ecco perché in Italia il turismo va avanti solo grazie all’impegno ed al coraggio degli imprenditori privati”. A confermare il tono della risposta è anche il direttore dell’Azienda di Amalfi, Gaetano Frate, secondo cui effettivamente il comune non ha mai informato l’azienda. “Nel mio comune, Conca dei Marini, abbiamo provveduto a inserire nel sito tutte le informazioni relative alla tassa di soggiorno – avverte Frate che proprio di Conca è il primo cittadino – Il comune di Amalfi non ci ha mai informati di questo e risulta difficile riuscire a trovare informazioni. Circa l’accaduto i clienti si sono presentati all’ufficio parlando di una city tax. E la ragazza che era al front office ha frainteso. Comunque sia le nostre attività sono ormai sottodimensionate: le persone al pubblico sono ragazzi universitari che svolgono tirocinio gratuito. In altri tempi non sarebbe successo. Sono gli effetti dello scioglimento a cui siamo ormai soggetti”.