La Signora delle Rose, il film celebre su Netflix è tratto da una storia vera? La verità dietro alla pellicola.
La trama de La Signora delle Rose
Questa sera su Rai 1, sarà trasmesso La Signora delle Rose. Un film approdato del 2020 che ha conquistato i telespettatori. Pertanto molti si chiedono se sia una storia reale o inventata. Diamo uno sguardo alla trama.
Nel cuore della Francia, un’ombra di crisi si addensa sulle serre di Eve Vernet, la rinomata creatrice di rose. Catherine Frot brilla nel ruolo di Eve Vernet, una donna che ha dedicato la sua vita alla coltivazione delle rose, seguendo le orme del padre.
Tuttavia, nonostante la sua fama nel mondo della floricultura, l’azienda paterna è sull’orlo del fallimento. Eve si ritrova a fronteggiare un mercato dominato dalla potenza economica, dove il talento rischia di soccombere di fronte alla pura forza finanziaria.
Il film si dipana attraverso una trama avvincente, intessuta di sentimenti contrastanti, fallimenti e la ricerca di un riscatto personale. In un’epoca in cui le grandi corporation spesso schiacciano le piccole realtà, si trova ad affrontare una scelta difficile: piegarsi alla concorrenza senza scrupoli o lottare per ciò in cui crede.
La chiave per ribaltare il destino della sua azienda arriva con un piano eccentrico: l’assunzione di tre insoliti collaboratori, scelti dalla sua leale segretaria Vera. Questi personaggi sui generis porteranno un vento di cambiamento nelle serre di Eve, scatenando emozioni e scoperte inaspettate.
E’ tratto da una storia vera? La verità
Ma una domanda rimane sospesa nell’aria: “La Signora delle Rose” tratto da una storia vera? Nonostante la trama coinvolgente e i personaggi ben delineati, non vi sono riferimenti a fatti o persone reali.
La storia di Eve Vernet rimane quindi un’opera di pura immaginazione, seppur ispirata dalle sfide e dalle passioni che caratterizzano il mondo reale.
“La Signora delle Rose” si rivela un film che incanta e commuove, un’ode alla bellezza e alla determinazione di chi lotta per ciò in cui crede. Con la sua miscela di umorismo e pathos, questo racconto floreale si insinua nel cuore degli spettatori, lasciando un profondo senso di gratitudine per la magia dei fiori e per il coraggio di coloro che li coltivano.
