Territorio

La pizza di Tramonti mette d’accordo tutti a “Mezzogiorno Italia”

Mare ma non solo. La Costiera Amalfitana è, infatti, anche tanta tradizione gastronomica. A discuterne Enzo Ragone che, con Mezzogiorno Italia, ha fatto tappa a Tramonti. Per far conoscere al Belpaese le antiche tecniche di lavorazione della provola. Ma, anche, per saggiare la pizza tramontana.

La Costiera Amalfitana sta tornando a vivere periodi di intensi flussi turistici. Ma, le attrazioni vanno oltre l’unicità di una costa meravigliosa, caratterizzata da quei terrazzamenti che degradano verso il mare cristallino. Si conservano, proprio a Tramonti, tradizioni gastronomiche antiche oltre 23 secoli. In questa vera e propria “Valle dei Sapori” hanno fatto tappa le telecamere di Mezzogiorno Italia. Ospite Enzo Ragone, che ha fatto da Cicerone in un tour dei sapori d’eccellenza. La produzione casearia, qui sui Monti Lattari, è una cosa seria. Nota fin dal terzo secolo, oggi viene tramandata con cura e dedizione dagli abili maestri della lavorazione. Latticini che prendono forma attraverso la mozzatura. Tecnica che viene presa in prestito dalla realizzazione della mozzarella di bufala. “Ma qui il latte – come spiega un estasiato Ragone – è rigorosamente vaccino”.

L’inviato è stato ospite dei laboratori di Francesco e Antonia Rastelli, maestri casari di Tramonti. I quali, hanno ricordato – con un pizzico di soddisfazione -, come il prodotto sia riconosciuto tra i migliori per la preparazione della pizza classica margherita.

A Giovanni Ferrara è toccato invece ricordare la ormai celebre tecnica di affumicatura della provola – aromatizzata dal fumo di paglia di grano duro -, che qui a Tramonti ha origini, come ricordato, antichissime.

Così Vincenzo Savino, vicesindaco nonché presidente dell’Associazione Pizza Tramonti: “La pizza di qui è unica nel suo genere perché viene da una scuola differente da quella partenopea. Ha portato alla nascita, negli anni, di quasi 3mila pizzerie dislocate in tutto il mondo. Nel 2010 è stata sancita De.Co., perché la nostra storia è tutta a chilometro zero”. L’assaggio e la produzione sono toccati ai pizzaioli Alfonso Simeone e Antonio Erra. Che, di questa prelibatezza, sono gli artisti.

Matteo Maiorano

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