Irina Lucidi è la mamma delle gemellina Alessia e Livia Schepp scomparse da molti anni. Scopriamo cosa fa oggi.
Il tormento di una madre
Sopravvivere al presunto omicidio delle proprie figlie da parte del proprio marito è una tragedia inconcepibile per chiunque. Ma l’angoscia maggiore è stata quella dell’incertezza sulla sorte delle bambine. Questo dubbio, alimentato da varie ipotesi investigative ma senza certezze, ha rappresentato un incubo quotidiano per Irina, tra speranza e disperazione.
Le parole del padre, Mathias, nella lettera lasciata prima del suo suicidio a Cerignola, in Puglia, hanno reso il quadro ancora più oscuro e doloroso: “Le bambine riposano in pace, non hanno sofferto… Non le rivedrai mai più”. Una frase che tormenterà Irina per sempre, lasciandola tra il desiderio di credere in un miracolo e l’accettazione della crudele realtà.
La rinascita in Asia
Dopo la tragedia, tornare alla normalità era impensabile. Irina Lucidi tentò di riprendere il suo lavoro presso l’ufficio legale della Philip Morris in Svizzera, ma fu inutile. La profonda ferita lasciata dalla scomparsa di Alessia e Livia necessitava di una cura speciale, e fu l’Asia a offrirle un balsamo per l’anima.
Il viaggio in Asia, in particolare a Yogyakarta sull’isola di Giava, ha rappresentato un momento di svolta. I sorrisi dei bambini, il loro entusiasmo per l’apprendimento e la semplicità con la quale vivevano ogni giorno hanno donato a Irina una nuova prospettiva sulla vita. Le parole rivolte al ricordo di Matthias, il suo ex marito, sottolineano quanto il viaggio l’abbia aiutata a trovare una nuova forza interiore.
La fondazione Missing Children
Il culmine della rinascita di Irina è stato la creazione della fondazione Missing Children in Svizzera. Un’organizzazione nata dalla volontà di evitare che altre famiglie vivano tragedie simili a quella delle gemelline Schepp. La missione della fondazione è chiara: fare in modo che la storia di Alessia e Livia non sia vissuta invano e che serva da monito e da sostegno per altre famiglie.
Irina, nonostante il dolore, ha dimostrato una resilienza e una determinazione incredibili. “Le mie gemelline sono sempre con me, nei miei occhi, sulla mia pelle… Trasmettono la vitalità che solo i bambini sanno come e dove trovare”, confessa, mostrando quanto il ricordo delle sue figlie sia ancora vivo e quanto la loro presenza la spinga ogni giorno a lottare per un mondo migliore.

