La Campania è “un paese per vecchi”: sempre più fughe all’estero e poche nascite

“Non è un paese per vecchi” è il titolo di un famoso film dei fratelli Coen, peccato che non si può dire lo stesso del sud Italia. Nonostante che nel 2016 il Mezzogiorno sia cresciuto più del resto d’Italia, continua a spopolarsi e a invecchiare.

Nelle anticipazioni del Rapporto Svimez si legge infatti che negli ultimi 15 anni  la popolazione meridionale, al netto degli stranieri, è diminuita di 393mila unità, mentre è aumentata di 274mila nel Nord. Nello stesso periodo sono emigrati dal Sud 1,7 milioni di persone, a fronte di un milione di rientri, con una perdita netta di 716mila: nel 72,4% dei casi sono giovani entro i 34 anni, 198mila sono laureati. Il Sud, conclude la Svimez, non è più un’area giovane, né tanto meno il serbatoio di nascite del resto d’Italia.

Sono tantissimi i giovani che dopo la laurea cercano fortuna al nord o all’estero perché non riescono a trovare uno sbocco occupazionale nel Mezzogiorno. E così le regioni meridionali, compresa la nostra, si svuotano, lasciando spazio solo alle persone più anziane. Senza sicurezza economica, poi, di mettere al mondo dei figli non se ne parla proprio.

Eppure qualcosa potrebbe cambiare: infatti lo scorso anno la Campania è stata la trascinatrice della ripresa economica del Mezzogiorno. Nel 2016 il Sud ha visto un aumento del Pil maggiore del resto d’Italia: + 1% contro + 0,8% e la nostra regione ha fatto registrare una crescita del 2,4%.

In Campania un ruolo trainante l’ha svolto l’industria; bene anche i servizi, in particolare il turismo. Anche la Basilicata continua ad andare bene (+ 2,1% nel 2016). In frenata, invece, la Puglia (+ 0,7%) per via dell’agricoltura colpita dal siccità e maltempo. Male l’Abruzzo (- 0,2%).

Nonostante ciò, il divario tra Meridione Settentrione continua a crescere. Agli attuali ritmi, il meridione recupererà i livelli di prodotto interno lordo pre crisi solo nel 2028, 10 anni dopo il Centro-Nord. Nel frattempo il Sud continuerà a spopolarsi e a invecchiare.

La Svimez prevede che quest’anno e il prossimo il Sud crescerà meno del Centro-Nord: 1,1% contro 1,4% nel 2017 e 0,9% contro 1,2% nel 2018. Se poi, per sventura, il governo non dovesse riuscire a disinnescare le «clausole di salvaguardia» e dal 2018 aumentasse l’Iva, «l’impatto più negativo» si avrebbe al Sud, con una perdita di mezzo punto del Pil nel prossimo biennio.