La Apple sbarca in Campania e per il piano di formazione riservato a 600 giovani è corsa alla sede. In pole Bagnoli

Un centro di formazione di altissima tecnologia attraverso il quale Apple fornirà un indirizzo specialistico a 600 giovani preparandoli a diventare i futuri sviluppatori del suo marchio. Ecco in cosa consiste lo sbarco della “mela” in Campania dove si potrà contare su seicento potenziali nuovi posti di lavoro. Decisiva per la definizione dell’accordo è stata la collaborazione di Apple con l’università Federico II anche se una scelta definitiva di dove alloggerà il nuovo Centro ancora non c’è. Gli stessi americani avrebbero preso in considerazione una serie di «offerte», tutte di assoluto valore non solo simbolico ma anche tecnico-operativo. Tra queste ci sarebbe Bagnoli, ad esempio, e l’idea di trasformarla almeno in parte in un grande incubatore di innovazione tecnologica piace a molti, a cominciare dal governatore della Campania Vincenzo de Luca. Ma ci sono anche l’ex centro Olivetti di Pozzuoli e le strutture dell’ateneo, a cominciare dal Dipartimento di Ingegneria elettrica e delle Tecnologie dell’Informazione. «Aziende come Apple – dice a Il Mattino Luigi Nicolais, presidente del CNR, che intrattiene rapporti di collaborazione con il gruppo della mela – creano lavoro di qualità ed un indotto forte». Secondo alcuni l’operazione sarebbe il frutto della distensione dei rapporti tra Cupertino e Roma dopo l’accordo fiscale che ha risolto il duro contenzioso tra l’azienda e l’Agenzia delle entrate. Un accordo da 318 milioni di euro (erano 897 i milioni di tasse non pagati per anni dal gruppo Usa). «È stato Renzi a chiedere a Cook di puntare su Napoli per l’investimento iOS – rivela una fonte a Il Mattino – e senza incontrare resistenze particolari». Ma secondo altri, Napoli sarebbe rientrata in questa nuova dimensione per «l’attivismo della sua comunità digitale».