Ispettore Derrick, 40 anni fa l’esordio in tv in Italia. Tappert si scoprì essere stato SS

L’11 gennaio di 40 anni fa compariva nelle case degli italiani, sul secondo canale Rai, «L’ispettore Derrick», l’investigatore alto e gentile di Monaco di Baviera, protagonista di una serie tv tedesca che sarebbe diventata cult e appuntamento fisso per il pubblico.

La prima puntata, «Il supercolpo», non fu accolta troppo bene in Italia.

«Prodotto veramente modesto» per Ugo Buzzolan sulla Stampa. E Umberto Eco, sull’Espresso: «A lume di buonsensononci sono ragioni per cui Derrick dovrebbe piacere».

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Ma piacque, eccome, al pubblico italiano quel poliziotto cinquantenne serio e comprensivo, e continuò a seguirlo, con milioni di telespettatori (dai 3 ai 7) nelle 281 puntate girate e nelle repliche.

Derrick, interpretato da Horst Tappert era con il braccio destro, Harry Klein (Fritz Wepper).

La sua missione era «difendere l’ordine» e lo faceva con intelligenza, cultura e compassione per le vittime e, talvolta, per gli assassini.

E ne «L’uomo di Portofino», terza puntata in onda in Italia, recitò anche Amedeo Nazzari.

A contribuire al successo italiano fu l’eccellente doppiaggio.

L’attore, definì la sua voce italiana, quella di Bruno Alessandro, la migliore di tutte. Tappert morì nel 2008, ma la serie di Derrick, e le repliche, andarono in onda per anni.

La fine fu però ingloriosa.

Nel 2013, il sociologo tedesco Jorg Becker scoprì che l’interprete di Derrick aveva fatto parte, a 20 anni, delle Waffen SS, l’anima più nera del nazismo.

La serie tv fu subito bloccata in Germania e si apprese che Tappert aveva conservato cimeli di guerra nazisti.