Instant Family è una commedia drammatica che affronta il tema dell’adozione con ironia e sarcasmo. Racconta la storia di Pete ed Ellie Wagner, una coppia di restauratori di quarant’anni che decidono di adottare un bambino. Il film, però, non è solo un’opera di finzione, ma si basa sulla storia vera del regista Sean Anders e di sua moglie Beth.
Nel film, Pete Wagner, interpretato da Mark Wahlberg, è un restauratore che, insieme alla moglie Ellie, decide di adottare un bambino. La decisione della coppia nasce da un desiderio di allargare la famiglia nonostante le sfide e le responsabilità che ciò comporta.
Questa decisione non è un semplice espediente narrativo, ma è ispirata alla vita reale del regista Sean Anders. L’idea di Instant Family infatti è nata da una battuta che Anders ha fatto a sua moglie Beth: “Adottiamo un bambino di 5 anni, così possiamo far finta di averlo concepito quando ne avevo 36“. A seguito di questa battuta, la coppia ha davvero adottato tre bambini di 6, 3 e 1 anno nel 2012.
La trama del film segue fedelmente le vicende personali di Sean Anders e sua moglie Beth, compresi gli alti e bassi dell’adozione. Tutto quello che vediamo sullo schermo, dagli aneddoti più divertenti alle difficoltà più dure, è realmente accaduto a Sean e Beth, come lo stesso regista ha raccontato.
Come Pete ed Ellie nel film, anche Sean e Beth hanno avuto momenti di dubbio e di paura dopo l’adozione dei ragazzi. Nel film, dopo i primi giorni con i ragazzi, Pete e Ellie dubitano della loro scelta. Sean ha confessato che anche lui e sua moglie si sono trovati a pensare di aver commesso un errore, a dimostrazione di quanto il film sia profondamente radicato nella realtà.
Con Instant Family, Sean Anders ha voluto illuminare il processo di adozione, esprimendo ciò che i ragazzi e le famiglie adottive provano durante questo periodo difficile. Il film ha ricevuto feedback positivi da parte delle assistenti sociali, delle famiglie adottive e anche dei figli di Anders.
Oggi, il vero Pete, ovvero Sean Anders, continua a lavorare nel mondo del cinema. La sua esperienza personale ha reso il film una testimonianza autentica dell’adozione e un riconoscimento dell’amore e del coraggio che richiede diventare una “famiglia istantanea”. Il regista ha infatti voluto aggiungere un elemento che non era presente nella sua esperienza personale: l’adozione di un adolescente. Con il contributo di donne che sono state adottate da adolescenti, è riuscito a dare al film una prospettiva completa e veritiera.
Instant Family ha permesso a Pete, cioè a Sean Anders, di portare in primo piano le sfide, le gioie e le preoccupazioni che comporta l’adozione, rendendo il film non solo un’opera di intrattenimento, ma anche un’importante risorsa per comprendere meglio la realtà dell’adozione.
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