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In questi 5 Paesi si può sopravvivere alla fine del mondo

Dove e come sopravvivere in caso di apocalisse? La fine del mondo è un tema di cui si discute molto. C’è molta curiosità riguardo a questo argomento e per molti è anche una questione di paura legata alla sopravvivenza. Adesso uno studio ha rivelato che sarà possibile sopravvivere, se ci rechiamo in alcuni Paesi in particolare.

Come è stata svolta la ricerca sui Paesi in caso di apocalisse

A pensare a rispondere alla domanda “dove possiamo sopravvivere in caso di fine del mondo?” sono stati gli esperti dell’Anglia Ruskin University, che hanno considerato tre criteri importanti per riuscire a chiarire quali sono i Paesi in cui l’umanità potrebbe sopravvivere nonostante potrebbe essere soggetta a fenomeni apocalittici.

Un criterio fondamentale infatti è stato quello della capacità di resa agricola, ovvero il considerare la superficie di terra utilizzata col fine di coltivazione dei campi per il sostentamento della popolazione.

Poi gli scienziati hanno preso in considerazione l’isolamento della regione rispetto alle aree con maggiore densità di popolazione. Infine è stato stabilito come criterio importante l’autosufficienza, intesa come la capacità di un Paese di produrre l’energia.

Quali sono i 5 Paesi in cui si può sopravvivere

Gli scienziati hanno così stilato una vera e propria classifica dei Paesi che potrebbero essere importanti perché garantirebbero la sopravvivenza in caso di fine del mondo.

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Questi Paesi sono la Nuova Zelanda, l’Islanda, il Regno Unito, l’Australia e l’Irlanda. Ciascuna di queste nazioni ha delle caratteristiche importanti secondo i criteri che abbiamo nominato precedentemente.

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Per esempio la prima in classifica, la Nuova Zelanda, per la sua distanza dall’equatore, resisterebbe di più ad eventuali cambiamenti climatici catastrofici. Inoltre è in grado di produrre energia rinnovabile in grande quantità ed è autonoma in gran parte per quanto riguarda il fabbisogno di energia. L’Irlanda, l’ultima in classifica, non ha un’alta densità di popolazione e ha molta terra da dedicare all’agricoltura.

Gianluca Rini

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