Tra erbe spontanee, limoni e cooking class: in Costiera nasce il Gastronomic Trekking

Il trekking in Costiera Amalfitana diventa anche gastronomico. E’ questa la nuova formula di cooking class che sta facendo impazzire gli stranieri del vecchio e del nuovo continente, tutti attratti dalla singolare esperienza del “walk-cook & eat” che coinvolge i viaggiatori in attività legate alla ruralità e alle origini dell’enogastronomia locale.

L’idea di unire conoscenza dell’ambiente rurale e cultura gastronomica è stata di Giacomo Miola, che ha dato vita al progetto con Antonio Coraggio e Caterina Giagnuolo. Insieme conducono i gruppi di turisti, non più di dieci per volta, alla scoperta dei paesaggi rurali tra terrazzamenti aggrappati alle rocce dove raccogliere fiori e erbe spontanee poi utilizzate nella preparazione di vecchie ricette come i crostini con pesto di parietaria e fiori di cipollotto selvatico. Oppure di ravioli con ricotta e erbe.

E così grazie al Gastronomic Trekking visitare la Costiera Amalfitana diventa ancora più entusiasmante.

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«Gastronomic Trekking è la combinazione di una esperienza gastronomica e del territoriospiega Giacomo Miola, fondatore nella frazione di Montepertuso a Positano del progetto Metafarm da cui scaturisce questo nuovo modo di concepire le cooking class – La start-up nasce con l’obiettivo di coinvolgere insieme viaggiatori e locali in esperienze autentiche legate ai processi di produzione, trasformazione e consumo del cibo.bLe attività proposte, offrono la possibilità attraversare i territori e di conoscerne la cultura locale del cibo e le nostre guide esperte in tecniche di raccolta e di trasformazione degli ingredienti offrono ai viaggiatori una visione nuova e completa del cosiddetto farm to table».

Protagonisti di questa nuova formula, che parte dalla ricerca delle erbe spontanee tra i terrazzamenti di Praiano e si materializza con la preparazione su una delle più belle terrazze sul mare della Costiera, quella dell’albergo Margherita a Praiano, sono per lo più turisti stranieri provenienti dagli States, dall’Australia, ma anche dai paesi del nord Europa.

Forte del successo ottenuto nelle principali fiere internazionali il Gastronomic Trekking ha trovato nuove opportunità anche oltre i confini regionali. In Toscana, precisamente nel Chianti, ma anche sui laghi dove la nuova formula presto sarà esportata.

«L’intento è quello di tornare al futuro con il pretesto del foraging – spiega Giacomo mentre maneggia le erbe appena raccolta tra cui bieta, malva, ortica, valeriana rossa, alisso, e poi fiori di papavero e di cipollotto selvatico – farli immergere in un territorio che ha vissuto di turismo solo all’epoca dei romani e nel periodo odierno. E attraversando i terrazzamenti, alcuni dei quali abbandonati piange il cuore, perché questo rappresenta una sconfitta per il territorio. Tante di queste erbe sono qui da tempi immemorabili. Ecco, noi proponiamo un’autenticità: far conoscere il territorio con la gente del territorio e avviciniamo i turisti aperti a queste esperienza ad un mondo reale».

E quest’esperienza pop up, che fa cucinare e mangiare a piedi sulla costa. Scoprendo angoli mozzafiato ed entrando in contatto con la cultura gastronomica locale, è giunta quest’anno al suo terzo esperimento. E finora sono oltre un migliaio i turisti che hanno prenotato via internet o attraverso le strutture alberghiere il nuovo modo di interpretare la cucina che prevede una durata di cinque ore.

«Molti continuano a scriverci, a chiedere consigli e le recensioni sono tutte positive – prosegue Miola – Qualcuno, da buon imprenditore, ha pensato di esportare questa tipologia di cucina negli States dove le novità sono spesso un grande affare».

Tra le tappe non mancano le visite ai limoneti che sono il simbolo della Costiera Amalfitana. Ed è anche qui, sulle pareti dei vecchi muri a secco, che continuano sorgere erbe spontanee, commestibili, che mai nessuno ai giorni nostri accosterebbe alla cucina. Come la parietaria ad esempio o la stessa ortica.

Tra le erbe e i fiori più comuni il finocchietto selvatico e la portulaca, la salvia e la menta selvatica, le bocche di leone e la carota selvatica spesso usata per ottime omelette. Ci si diverte sulla terrazza del Margherita, hotel a quattro stelle delle famiglia Cimino e Fiorentino. Prima a pulire e selezionare le erbe raccolte, poi a cucinarle. Fritte in pastella o amalgamate con ricotta per imbottire la pasta a mano precedentemente tirata. Il tutto accompagnato da una selezione di vini del territorio.

«Questa è una forma di turismo con la gente e non per la gente» dice Giacomo, mentre colloca insieme a una bionda turista australiana le bocche di lupo sui crostini di pesto di parietaria.