Il Vinitaly premia il giornalista Luciano Pignataro. E’ «Benemerito della Viticoltura»

E sono tre. Dopo il «Premio Veronelli» e quello di «Ambasciatore della Dieta Mediterranea nel Mondo», dal Vinitaly di Verona, in questa edizione 2018, arriva il terzo, e forse più importante, riconoscimento della sua carriera di giornalista enogastronomico.

E’ il premio «Angelo Botti – Benemeriti della Viticoltura» assegnato ieri a Luciano Pignataro storica firma de Il Mattino dalle cui colonne ha raccontato in questi ultimi vent’anni il grande fenomeno della rivoluzione enologica in Italia. Partendo dalla sua Campania dove ha dato voce a quei produttori capaci di credere nella forza del territorio.

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A chi insomma, ha saputo trasformare l’agricoltura nell’unica vera industria possibile per il Mezzogiorno. Insieme al turismo e ai luoghi di arte e di cultura.

«I riconoscimenti più belli sono quelli che non ti aspetti. Come questo che mi è stato assegnato ieri alla presenza del presidente e del direttore di Verona Fiere. In questa occasione ho ripassato con la mente la incredibile cavalcata del vino campano che ho avuto la fortuna di poter vivere e raccontare i prima persona sul Mattino e, dal 2004, anche sul blog personale» ha scritto Luciano nell’incipit di un lungo articolo pubblicato su portale lucianopignataro.it, in cui racconta gli oltre venti anni di lavoro nei quali ha documentato la grande crescita in termini di qualità dei nettari campano.

E chi ne è stato testimone conosce bene lo straordinario impegno che Luciano Pignataro ha profuso in questo settore, girando in lungo e in largo prima la Campania, poi i grandi terroir da Nord a Sud della Penisola. Chilometri di strada ma anche di caratteri, tra carta stampata e pagine virtuali, ai quali si uniscono pubblicazioni, guide, ricettari.

Fondamentale è stata la sua spinta al settore enologico, e non solo, anche in Costiera Amalfitana, dove ha sostenuto e valorizzato i vini doc delle sottozone di Ravello, Furore e Tramonti, raccontando il buono del territorio e le meraviglie delle sue aree interne. Come quei vitigni ultracentenari di Tintore o quelli autoctoni che a Furore si nutrono della salsedine che risale dal mare.

Una carriera brillante al servizio della qualità e della crescita collettiva di un segmento di Italia che ci piace. E non solo a tavola. Congratulazioni Luciano! Congratulazioni per un premio che conferma la bontà della tua intuizione: raccontare il territorio, quello vero, carico di passione e di sacrifici. Quello sincero, come i nettari che ci hai insegnato a conoscere e apprezzare.