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Il Richiamo della Foresta: che fine ha fatto il cane Buck nella realtà

Il Richiamo della Foresta è un film diretto da Chris Sander e ispirato al libro di Jack London “The Call of the wild”. Harrison Ford è l’attore protagonista che interpreta il ruolo di John Thornton, un eremita che salva il cane Buck da un destino infelice. Ecco di cosa parla il film che verrà trasmesso su Canale 5 questa sera domenica 6 novembre 2022 alle 21: 40.

Il Richiamo della Foresta: la trama del film

Il cane Buck è un incrocio tra un San Bernardo e un pastore scozzese e vive nella villa del giudice Miller nella Valle di Santa Clara, in California. La vicenda è ambientata nel 1897, quando con l’inizio della corsa all’oro nel Klondike aumenta notevolmente la richiesta dei cani da slitta.

Leggi anche: Buck il cane de “Il richiamo della foresta” è esistito nella realtà? La verità 

Il povero Buck verrà rapito per essere venduto come cane da slitta ai cercatori d’oro e si ritroverà in Alaska chiuso in gabbia e addestrato in modo violento. Successivamente verrà venduto ad un postino francese e verrà aggiogato a una muta di cani,
diventandone in poco tempo il capo.

Quando, però, il suo padrone perderà il lavoro verrà comprato da un cercatore senza scrupoli ma presto incontrerà da John Thornton, un anziano eremita. L’uomo gli eviterà un triste epilogo e diventerà il suo nuovo amico e il compagno di mille avventure nelle
terre più selvagge.

Leggi anche: La vera storia a cui è ispirato il film: il richiamo della foresta 

Buck salverà John dalle situazioni più pericolose e riuscirà a fargli vincere una scommessa, trainando da solo una slitta contenente un carico di mille libbre. Il cane sentirà sempre più vivo il richiamo della foresta e si unirà a un branco di lupi senza però dimenticare l’affetto e la devozione verso l’anziano padrone.

Il Richiamo della Foresta: che fine ha fatto Buck?

La pellicola è stata realizzata quasi interamente al computer e anche il cane Buck nasce dalla tecnica digitale del CGI. Si tratta di una metodologia di animazione molto realistica: per realizzare il film, Sander si è ispirato al suo cane.

Il fedele amico del regista era realmente un incrocio tra un San Bernardo e un pastore tedesco scozzese, proprio come Buck. Buck è stato dunque creato in digitale grazie ad un performer 51enne del Cirque du Soleil. Si tratta di Terry Notary che per interpretare l’animale ha indossato una tuta in velcro.

L’uso della tecnica del CGI ha comportato una critica molto forte nei confronti della pellicola. Pare, infatti, che il cane risulti troppo animato, al punto da sembrare un cartone. Ciò contrasterebbe troppo con il racconto selvaggio della storia, che appare meno spietata di quella narrata nel libro di Jack London.

Ciò non toglie che Buck rimanga il protagonista di un film adatto alle famiglie, grazie anche alla degna interpretazione di Harrison Ford. L’attore, pur interagendo con un cane completamente animato, è riuscito infatti a rendere credibile la storia.

Alice Oliva

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