Il legame speciale tra Maradona e la Costiera Amalfitana: il suo “rifugio” del cuore

Il Divino del calcio e la Divina Costiera hanno sempre avuto un rapporto molto intimo. Maradona amava passare le sue giornate di relax in Costiera Amalfitana circondato dagli amici con i quali condivideva la passione per il mare e il buon cibo.

Quello che legava il più grande campione della storia del calcio alla Costiera Amalfitana era anche il rapporto con Salvatore Gagliano, uomo di calcio che negli anni Novanta fu anche dirigente accompagnatore del Napoli: “Ho avuto modo di incontrare Diego Maradona due volte a Praiano ospite del nostro albergo Tritone. Sono stati momenti bellissimi visto che oltre ad ammirare Diego calciatore ho avuto modo di apprezzare la sua umanità – ci racconta un emozionato Gagliano – Poi sempre gentile, cortese e disponibile con tutti. In ambedue le occasioni e sempre accompagnato dal suo fido Carmando lui era costretto a mimetizzarsi con foulard occhiali e cappello visto che era impossibile passare inosservato. Conservo gelosamente un pallone datato 1985 donatomi da lui con tanto di dedica e firma, ma purtroppo il tempo ha portato via le scritte. Che il grande Diego possa riposare in pace”.

Dicevamo della passione del mare, proprio con Gagliano l’immenso Diego ebbe la possibilità di visitare la Divina dalla prospettiva più suggestiva, ed entrando nella Grotta dello Smeraldo, ben mimetizzato con occhiali e foulard, El Pibe de Oro ebbe una dimostrazione dell’amore che il popolo provava per lui. Il marinaio che portava la barca passando davanti alla figura di San Gennaro, disse: “San Gennaro mio, speriamo che Maradona ci faccia vincere il campionato”. Maradona stette al gioco ma non trattenne la risata.

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Quando, però, si parla di Maradona e si pensa alla Costiera Amalfitana il primo ricordo che viene in mente ai più è la visita del Pibe de Oro al ristorante Il Giardiniello di Minori. Era il 21 marzo del 1989 quando Diego arrivò a bordo di una Renault Espace con la sua famiglia e il suo manager Coppola. Gli fu riservata una saletta intera dove Diego nel corso della serata non seppe trattenere l’istinto di palleggiare con quel suo incredibile piede sinistro e, non avendo con sé un pallone, lo fece, da seduto, con un limone sfusato della Divina. Un gesto semplice per chi ha disegnato calcio per tutta la sua vita ma che suscitò nei presenti una gioia immensa, dando forma a un ricordo che tutti loro custodiscono gelosamente.