Il Duomo di Amalfi nei secoli: ecco come è cambiata la facciata / Foto

Foto Facebook Collettivo La Fenice

Dopo circa un anno i lavori alla facciata del Duomo di Amalfi sono quasi conclusi. Mentre si attende l’ufficialità dalla Soprintendenza di Salerno, è iniziato lo smontaggio delle impalcature che hanno mostrato il restauro del mosaico (qui la spiegazione del mosaico) del frontone.

Come ben sappiamo, la facciata del Duomo di Amalfi non è sempre stata come la vediamo oggi ma ha subito varie trasformazioni dei secoli.

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A tal proposito il Collettivo Fenice di Amalfi ha pubblicato sulla propria pagina Facebook la spiegazione della matamorfosi del Duomo corredato da foto storiche.

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Come ben sappiamo la cattedrale fu fatta costruire dal duca Mansone I a partire dall’anno 987 accanto a quella del IX secolo. In quei tempi i due luoghi di culto venivano ad essere officiati contemporaneamente come avveniva in tutte le chiese paleocristiane della Campania.

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Le due chiese, entrambe a tre navate, furono poi unite a formare un’unica chiesa in stile romanico a sei navate. A partire dal 1266 le navate si ridussero a cinque a seguito dell’abbattimento della navata sinistra della chiesa più antica per consentire la costruzione del chiostro del Paradiso.

Dopo la controriforma, poi, i due edifici tornarono ad essere distinti e quello più antico divenne la basilica del Crocifisso. Ulteriori interventi avvennero tra il XVI secolo e il XVIII secolo.

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Il 24 dicembre 1861 un tratto del coronamento dell’antica facciata della Cattedrale, in pessimo stato di conservazione, crollò sotto l’azione di un fortissimo vento sfondando due volte dell’atrio sottostante.

Con il parere favorevole, seppur molto discusso, della Giunta delle Belle Arti, si decise di demolire la facciata e di ricostruirla secondo lo stile proposto dall’architetto Lorenzo Casalbore.

Casalbore rimosse tutte le stratificazioni storiche, in particolare quelle del ‘700 realizzate dal napoletano Arcangelo Guglielmelli, al fine di riprodurre lo stile originario della chiesa.

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La facciata attuale, invece, in stile neomoresco e con influenze neogotiche, fu ricostruita, dopo il presunto crollo di quella precedente, nel XIX secolo dal milanese Errico Alvino ed è stata oggetto di un nuovo ed imponente restauro a seguito del distaccamento di notevoli porzioni del cornicione e dei mosaici a causa, presumibilmente, della continua esposizione ai fenomeni atmosferici ed alla salsedine.

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Il finanziamento di 230mila euro per lavori urgenti di recupero e restauro della facciata dello splendido Duomo di Amalfi era stato assegnato alla Soprintendenza di Salerno dal Ministro della Cultura Dario Franceschini attraverso i fondi di competenza del Mibact.

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Il tutto dopo che al deputato salernitano Tino Iannunzzi era arrivato il grido d’allarme dalla Comunità, ed in particolare l’allarme Vincenzo Del Pezzo, fondatore anche del gruppo Facebook “Salviamo la facciata del Duomo”, di Gennaro Di Lieto, Gennaro Mngieri e Carlo De Luca e dalla Curia di Amalfi.

Oltre che alla facciata sono stati eseguiti lavori strutturali legati ad infiltrazioni d’acqua, dissesti e varie lesioni.

Foto di Michele Abbagnara