Ieri a Ravello i premi per la «Fedeltà al Lavoro»: tutti i premiati della III edizione

Si è svolta ieri sera a Ravello all’Auditorium Oscar Niemeyer la III edizione del Premio Fedeltà al Lavoro organizzata dal Comune di Ravello.

Durante la serata il Comune ha omaggiato i concittadini che si sono maggiormente distinti nel mondo del lavoro e dell’impresa con il conferimento di alcuni riconoscimenti. Quest’anno, inoltre, il premio ha inglobato anche una sezione dedicata alle giovani generazioni e, più specificatamente, a quegli studenti meritevoli o a quei ragazzi che hanno raggiunto importanti risultati. Un segnale, questo, di attenzione e di grande sensibilità verso il mondo giovanile.

I premiati di questa terza edizione sono stati: Ettore Sammarco, viticoltore e produttore di vini doc; la studentessa Alice Amato; l’agricoltore Pantaleone Cioffi; l’imprenditore edile Antonio Amato ultimo di una stirpe di artigiani. Premio alla memoria ad Andrea Carrano, simbolo di una generazione di albergatori prima e di imprenditori poi, scomparso nel febbraio 2015.

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Ettore Sammarco e i suoi figli sono interpreti dei sapori e della vivacità feconda dei nostri territori. Una versione liquida del territorio, dei nostri terrazzamenti. La famiglia Sammarco è senza dubbio l’espressione più chiara ed autentica di questo territorio e dei filari che lo puntellano insieme con gli sfusati e le rocce.

Alice Amato è stata l’unica studentessa di Ravello ad essersi licenziata lo scorso anno con il voto di 100/100 al Liceo Linguistico Ercolano Marini di Amalfi; Pantaleone Cioffi è invece interprete della tradizione contadina.

Il premio per il settore alberghiero e dell’ospitalità è andato alla memoria del cavaliere Andrea Carrano «padre, nonno, lavoratore instancabile, simbolo di una generazione di albergatori prima e di imprenditori poi, che hanno sempre interpretato l’accoglienza con una accezione familiare e come una missione assolutamente vincente».

Altro riconoscimento è stato conferito al maestro Antonio Amato che sulle orme del padre “Mastu Ciccio” con la sua arte magistrale e semplice, faticosa ed ancestrale, ha impreziosito Ravello, dalle stanze alle vie, fino ai palazzi.

«Quest’anno è stata una bellissima edizione del Premio realizzato grazie alla collaborazione di tanti e alla presenza di numerosissimi concittadini – ha dichiarato il sindaco di Ravello Salvatore Di Martino-. In auditorium è avvertito quel senso di appartenenza di un’intera tessuto cittadino capace di mostrarsi unito nel momemento della valorizzazione dei grandi o piccoli ideali di una comunità. Il lavoro inteso come sacrificio di una vita, la realizzazione di un sogno, il desiderio di donare agli altri. Non potevamo aprire un Natale cosi pieno di messaggi fatti di valori e significati. Dalla cena degli anziani al premio fedeltà al lavoro, dalla festa dell’albero alle attività per i piccoli di Ravello».