Pier Ruggero Piccio è stato un eroe dell’Aeronautica e la sua vita, come quella di Francesco Baracca, è raccontata nel film I Cacciatori del Cielo.
Pier Ruggero Piccio fu un illustre ufficiale prima del Regio Esercito e successivamente della Regia Aeronautica. La sua formazione militare inizia il 29 ottobre 1898 quando entra all’accademia militare di Modena e la completa l’8 settembre 1900 come sottotenente del 43º Reggimento fanteria. La sua carriera lo porta anche all’estero, precisamente in Belgio e Congo, per poi rientrare in Italia dove partecipa alla Guerra italo-turca in Libia nel 37º Reggimento fanteria, ottenendo la sua prima medaglia di bronzo al valor militare.
Piccio, ora capitano, si specializza come pilota di aeroplano il 25 luglio, conseguendo il brevetto su velivolo Nieuport. Viene assegnato dal 29 marzo 1915 al Battaglione Scuole Aviatori, poi al Battaglione squadriglie di Pordenone e infine al comando della 5ª Squadriglia da ricognizione e combattimento di Campoformido. Durante la prima guerra mondiale, partecipa attivamente alle operazioni belliche, distinguendosi per le sue azioni di ricognizione e guadagnando una seconda medaglia di bronzo al valor militare.
Piccio, durante la guerra, prende il comando di varie squadriglie, tra cui la 3ª Squadriglia di bombardieri Caproni Ca.32 di Comina e la 77ª Squadriglia aeroplani Nieuport di Comina. Nel 1917 diventa il primo comandante del X Gruppo, conosciuto anche come 10º Gruppo squadriglie. Durante il conflitto, Piccio si distingue per le sue abilità di pilota, abbattendo numerose aerei nemici. Queste imprese gli fruttano una medaglia d’oro al valor militare nel giugno 1918, due medaglie d’argento e un’altra medaglia di bronzo al valor militare, oltre ad essere accreditato di 24 abbattimenti, che lo consacrano come uno degli assi dell’aviazione italiana.
Il 31 ottobre 1918 il fuoco contraereo colpisce il suo motore e, costretto ad un atterraggio di fortuna, Piccio viene fatto prigioniero. Non si perde d’animo e il 4 novembre, travestito da ufficiale austriaco, riesce a fuggire dal campo di prigionia.
Dopo la guerra, Piccio si sposa con una giovane americana nel 1920, e continua la sua carriera militare nella Regia Aeronautica. Nel 1923, diventa il comandante generale dell’Aeronautica, un incarico che mantiene fino al 1925. Nei successivi anni, Piccio serve come addetto aeronautico all’ambasciata di Parigi e diventa il primo Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare.
Nel 1933, Piccio viene nominato senatore del Regno d’Italia, una posizione che mantiene fino al 1945. Dopo la sua decadenza, Piccio vive principalmente in Francia fino al 1965, quando torna in Italia.
Pier Ruggero Piccio muore a Roma nel luglio 1965, lasciando dietro di sé un’eredità di servizio militare onorato e una storia di resilienza e coraggio che ha plasmato la storia dell’aviazione italiana. La sua storia, come quella di molti aviatori della sua epoca, è un esempio luminoso di dedizione, abilità e spirito indomito, caratteristiche che rendono “I Cacciatori del Cielo” una narrazione affascinante di questi eroi del cielo.
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