Cultura

“Quando Gregory Peck a Positano mi aprì la porta della villa di Zeffirelli”: il ricordo di Massimo Ghini a “Splendida Cornice” su Rai3

Correvano i primi anni ’80, quelli in in cui la Costiera aveva i suoi ambasciatori nel mondo (dai D’Urso a Zeffirelli, da Moet & Chandon a Gore Vidal, da Leonide Massine a Rudolf Nureyev), che senz’altro hanno contribuito a costruire la notorietà internazionale ed, indirettamente, le fortune di questo meraviglioso lembo di terra. Gli anni in cui il turismo era ancora prevalentemente di nicchia e poco di massa, in cui il grande Gregory Peck, a Positano, aprì il cancello della villa di Zeffirelli a un incredulo Massimo Ghini nemmeno trentenne ed agli albori della sua carriera.

Ed è stato proprio il celebre attore e regista teatrale romano a raccontare quest’incredibile aneddoto, datato agosto di quarantun’anni fa, ieri sera, su Rai 3, nel corso della trasmissione “Splendida Cornice” condotta dall’attrice comica Geppi Cucciari.

Fui chiamato proprio nell’anno di Vacanze di Natale (film del 1983 di Carlo Vanzina, con cui Ghini lavorò successivamente, ndr): avrei dovuto lavorare ad uno spettacolo con Zeffirelli: fui chiamato a fare un incontro con lui a Positano – era agosto – , nella sua villa, che oggi è un bellissimo albergo di lusso (Villa Tre Ville). Scesi davanti ad un cancello enorme, suonai per venti minuti il campanello ma nessuno apriva. Ho pensato mi fosse stato fatto uno scherzo, del resto era un’abitudine farcene tra colleghi di scherzi del genere, simili a falsi appuntamenti. Peck scese dopo alcuni minuti con gli zoccoli al piede, i pantaloncini corti ed una maglietta e ebbe davanti a sè quest’illustre sconosciuto, che ero io, che non riusciva nemmeno a parlare, aprì il cancello ed andò via, nella villa in cui lui alloggiava. Allora entrai e pensai tra me e me: se mi ha aperto Peck, chissà chi incontrerò“.

Pochi secondi di suspance e dinnanzi a lui si spalancò lo sguardo su un’atmosfera elitaria d’altri tempi.

Andai un po’ avanti e trovai davanti a me, tutti insieme, Rudolph Nureyev (all’epoca proprietario dell’arcipelago de Li Galli, che rese il suo buen retiro per le sue vacanze estive, ndr), ma anche Carla Fracci, Renato Rascel, il grande direttore d’orchestra Carlos Kleiber e le gemelle Kessler. E’ una storia che ho raccontato anche altre volte, anche in presenza di Franco“, ha ricordato Ghini.

Una storia, quella vissuta dall’attore e regista per il quale proprio in quegli anni si spalancarono le porte del successo, che fu, poi, raccontata più volte anche ad Hollywood dallo stesso Peck. Ricordi splendidi, di una Costiera d’altri tempi.

Andrea Bignardi

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