Dopo due mesi intensi di musica si è chiusa la lunga stagione della 69esima edizione del Ravello Festival.
A far calare il sipario sul cartellone ideato da Alessio Vlad, il pianista russo naturalizzato tedesco Igor Levit in una delle sue rare apparizioni italiane.
Levit a Ravello ha eseguito, in acustico, le ultime tre sonate per pianoforte di Beethoven: la numero 109, 110 e 111.
Levit, nonostante il Belvedere di Villa Rufolo subisca delle inevitabili interferenze acustiche esterne, ha dimostrato di possedere anche en plein air una padronanza assoluta della tastiera. È praticamente impossibile notare differenze nella precisione e nella qualità timbrica con un’esecuzione in “studio”. Sintonia con le pagine che esegue e capacità di estrarne il meglio, queste sono senza dubbio le caratteristiche del pianista trentaquattrenne.
La sua reputazione da star del web, tantissime le stories postate dalla Città della Musica, è ampiamente giustificata dalle capacità di interprete fuori dal comune, e questo il pubblico di Ravello l’ha riconosciuto tributandogli una calorosa standing ovation finale.
Il Ravello Festival si chiude come si era aperto, tra gli applausi. Parte di questi applausi vanno a tutto lo staff che ha permesso, anche quest’anno, alla Musica di essere protagonista dell’estate di Ravello.
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