Giuseppe Trombetta, un nome legata alla triste pagina di cronaca nera italiana. Assassino di Dino Reatti, l’ex marito di Sonia Bracciale con cui aveva una relazione. Chi è realmente quest’uomo e cosa fa oggi? Diamo uno sguardo più nel dettaglio alle motivazioni che l’hanno visto protagonista di questo gesto brutale.
Ben 11 anni fa, nella tranquilla città Anzola, si verificò un crimine che continua a rimanere nella memoria degli italiani. Dino Reatti, un uomo di 48 anni, fu brutalmente assassinato a colpi di spranga. Un delitto nato per motivi di gelosia.
Tra i sospettati dell’assassinio immediatamente gli accusati furono Sonia Bracciale, l’ex moglie e l’amante Thomas Sanna e l’amico Giuseppe Trombetta.
Dopo diverse indagini, si è scoperto che il mandante dell’omicidio di Dino fu proprio Sonia che aveva manipolato i due uomini Thomas e Dino per porre fine alla vita dell’uomo. Anche se la Bracciale si è costantemente dichiarata innocente, è stata condannata a 21 anni di carcere e insieme a lui anche gli altri due uomini. Thomas 16 anni, e Giuseppe 14 anni di reclusione.
Giuseppe Trombetta, per l’appunto è uno dei colpevoli dell’omicidio di Dino Reatti. Il braccio. Era un caro amico di Sonia Bracciale e sembra che i due si fossero conosciuti solo alcuni mesi prima di orchestrare la morte del marito. I media lo hanno descritto come una persona psicologicamente vulnerabile. Un uomo che cade facilmente preda delle influenze esterne, da manipolare.
Secondo le ricostruzioni, sembra che Sonia abbia manipolato abilmente la mente di Trombetta fino a spingerlo a compiere l’atroce omicidio. Purtroppo Giuseppe cedette quasi immediatamente sotto l’interrogatorio delle forze dell’ordine e confessò il suo coinvolgimento, addossando però la responsabilità dell’omicidio a Sonia, la mandante del crimine.
Stando alle diverse informazioni rilevate, non ci sono notizie recenti su come stia Giuseppe Trombetta. A quanto pare è ancora detenuto in carcere e deve scontare i suoi 14 anni di reclusione. Thomas invece deve ancora scontare 16 anni e Sonia Bracciale 21 anni di detenzione.
Una pagina di cronaca nera in cui emerge come la manipolazione malsana della mente possa portare anche a porre fine alla vita di qualcun’altro, senza motivo.
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