Nel cuore della Val di Non, a un’altitudine di 1178 metri, si trova un vero e proprio gioiello naturalistico che affascina sempre.
Questo specchio d’acqua alpino, incastonato nel Parco naturale Adamello Brenta, è noto non solo per la sua bellezza paesaggistica e la ricchezza di flora e fauna, ma soprattutto per un fenomeno naturale unico al mondo che ha segnato la sua storia e continua a suscitare interesse e curiosità.
Fino alla metà del XX secolo, durante i mesi estivi, le acque limpide e tranquille del lago di Tovel si tingeva di un intenso rosso vermiglio, creando uno spettacolo naturale di rara suggestione che trasformava il paesaggio circostante in un ambiente quasi fiabesco. Questo fenomeno, documentato per la prima volta dall’esploratore inglese Douglas William Freshfield nel 1864, ha affascinato scienziati e viaggiatori per oltre un secolo.
L’arrossamento delle acque era causato dalla fioritura dell’alga Tovellia sanguinea, una specie unicellulare che, in presenza di elevate concentrazioni di nutrienti come azoto e fosforo, proliferava in maniera massiccia. Studi recenti, in particolare il progetto SALTO avviato nel 2001, hanno chiarito che la scomparsa di questo fenomeno è legata alla modifica delle pratiche agricole nella zona: la diminuzione del pascolo bovino ha ridotto l’apporto organico nel lago, interrompendo le condizioni favorevoli alla fioritura dell’alga. L’ultimo arrossamento significativo si è verificato nell’estate del 1964, seguito da sporadici e meno intensi episodi negli anni successivi fino agli anni ’80, per poi scomparire definitivamente.
Oggi, il lago di Tovel si presenta con acque dai toni che variano dal verde smeraldo al blu intenso, offrendo comunque uno spettacolo incantevole, incorniciato dalle maestose Dolomiti di Brenta che si riflettono sulle sue superfici.
Un luogo di natura e leggenda: la principessa Tresenga e il sangue del lago
Il fascino del lago di Tovel non è solo dovuto alle sue caratteristiche ambientali, ma anche alla ricca tradizione leggendaria che lo avvolge. La più celebre narrazione riguarda la figura di Tresenga, principessa del regno di Ragoli, che secondo la tradizione popolare visse in epoca medievale nella valle limitrofa.
La leggenda racconta che Tresenga, promessa sposa al re di Tuenno di nome Lavinio, rifiutò categoricamente le profferte del sovrano, temendo che il matrimonio avrebbe privato il suo popolo della libertà e della ricchezza. Offeso dal rifiuto, Lavinio mosse guerra al regno di Ragoli, scatenando una cruenta battaglia sulle rive del lago. Nonostante il coraggio degli abitanti guidati dalla principessa stessa, il conflitto si concluse con la sconfitta e la morte di Tresenga, il cui sangue si dice abbia tinto di rosso le acque del lago in segno di memoria e rispetto per il sacrificio di quella comunità.
Ancora oggi, nelle notti di luna piena, alcuni raccontano di aver visto la figura malinconica della principessa aggirarsi sulle rive, custode eterna di una storia fatta di coraggio e libertà.

Il lago di Tovel non è solo un simbolo storico e culturale, ma anche un habitat prezioso per numerose specie animali e vegetali. All’interno delle sue acque si trovano specie ittiche tipiche delle acque alpine come il salmerino alpino, la sanguinerola, l’alborella cisalpina e il cobite barbatello. Lungo le sue rive si possono osservare esemplari di biscia dal collare, un serpente non velenoso, e la zona circostante ospita alcuni esemplari di orso bruno, che hanno contribuito a soprannominare il lago “lago degli orsi”.
Dal punto di vista idrologico, il lago è alimentato da sorgenti sublacustri che raccolgono le acque provenienti dal terreno poroso della zona, in particolare dalla località Pozzol, dove un torrente scompare nel terreno dando origine a una falda acquifera sotterranea che alimenta direttamente il lago. Queste caratteristiche rendono Tovel un ecosistema complesso e delicato, oggetto di continuo monitoraggio da parte degli enti locali e di istituti di ricerca.
Dal 1980 il lago di Tovel è tutelato come zona umida di importanza internazionale dalla Convenzione di Ramsar, a testimonianza della sua rilevanza ambientale e della necessità di preservare questo angolo di natura incontaminata.
