Cultura

Maiori, Prospettive illusorie: le opere di Mimmo Fatigati in mostra ai Giardini di Palazzo Mezzacapo

“Prospettive Illusorie”. E’ questo il titolo della mostra d’arte contemporanea di Domenico Fatigati, in programma dal 27 luglio al 3 agosto 2022, presso le Sale dei Giardini di Palazzo Mezzacapo Maiori.

Le opere dell’artista di Acerra, che saranno messe in mostra nei prossimi giorni nella splendida location maiorese, saranno particolarmente numerose e diversificate, a testimonianza della sua formazione e delle riflessioni da lui sviluppate nel corso degli anni.

Fatigati è stato descritto, infatti, come un artista complesso e variegato. Come sostenuto dal critico d’arte Giorgio Agnisola, sono stati, infatti, diversi nel tempo gli “spartiti” della sua ricerca.

Questi hanno testimoniano non soltanto l’utilizzo di differenti materiali, mettendo in scena quella che, artisticamente parlando, viene definita una progressione tipologica, connessa con l’utilizzo di vari materiali, ma anche un’analisi esistenziale e riflessiva alla base delle sue opere, sempre più approfondita nel corso del tempo.

Sotto il profilo artistico, questo si è tradotto nella realizzazione di oggetti e sagome con cui costruisce opere modulari e rilevate, realizzate sul piano ma protese nello spazio. Strutture, pannelli concepiti come macchine visive, più o meno complesse ed articolate, anche sotto il profilo cromatico.

L’artista

Mimmo Fatigati nasce ad Acerra, dove tuttora vive ed opera. Ha frequentato, in successione, l’Istituto Statale dʼArte “F. Palizzi” e l’Accademia delle Belle Arti di Napoli. La sua attività artistica iniziò nel lontano 1969 con la partecipazione al Premio Nazionale dʼArte Visiva “La Feluca dʼOro” di Bari, riscuotendo un ampio successo di critica.

Astrattismo geometrico ed optical art sono sempre state di suo interesse. Ha esposto le sue opere sia in mostre collettive che personali, e parte delle stesse è stata inclusa sia all’interno di collezioni private che in gallerie d’arte, incuso lo spazio espositivo denominato “Il ritrovo dell’Arte” che si trova all’interno della sua città natale, nella quale ha contribuito a far nascere il locale istituto d’arte.

Andrea Bignardi

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