Non c’è rivalità tra alberghi e bed and breakfast in provincia di Salerno. E, al tempo stesso, il calo delle presenze registrato nella prima parte di quest’estate può considerarsi a tutti gli effetti fisiologico, espressione della normalizzazione dei flussi dopo il boom del turismo estero post-pandemico del 2022-2023. L’effetto aeroporto può essere visibile, in prospettiva, soltanto per la parte Sud della provincia di Salerno e per il capoluogo, mentre la Costiera Amalfitana continuerà ad avere Capodichino come scalo aeroportuale di riferimento.
Sono le riflessioni dell’imprenditore alberghiero Giuseppe Gagliano, che traccia un primo bilancio sulle dinamiche dei flussi turistici nel Salernitano a metà della stagione 2024.
Gagliano, molti suoi colleghi imprenditori del settore alberghiero evidenziano la presenza di un calo delle presenze in provincia di Salerno, comparando i numeri di Giugno e Luglio con quelli degli stessi mesi dell’anno precedente. Qual è la sua impressione?
“La riduzione dei flussi effettivamente c’è rispetto agli ultimi due anni. Non solo in tutta la provincia di Salerno, ma anche in Costiera Amalfitana, ed arriva fino al 25-30%. Ma ritengo che l’eccezionalità non sia di quest’anno, ma sia stata il frutto dalla crescita esponenziale dei flussi nelle stagioni precedenti. Molti americani non erano potuti venire in Costiera per due anni. Sono arrivati in massa sul territorio, a volte perfino piangendo per la commozione. Di conseguenza, le estati 2022 e 2023 hanno espresso un boom difficilmente ripetibile. Il calo, dunque, è fisiologico e rappresenta una normalizzazione di quanto si è verificato nei due anni precedenti. Nè tantomeno la flessione può essere ascritta alla presenza delle strutture extra-alberghiere: il turista che preferisce le facilities di un albergo difficilmente si reca in un B&B e viceversa”.
Non c’è, dunque, una “rivalità” tra le due differenti forme di ospitalità?
“Io, personalmente, sono un utente di alberghi. Chi predilige quel tipo di servizi difficilmente farà il contrario. Cercherà un’esperienza diversa in termini di altri aspetti che sicuramente non è possibile trovare nelle strutture alberghiere. Non c’è una rivalità, non c’è mai stata e non ci sarà mai con i B&B. I due settori, alberghiero ed extraalberghiero, pur soddisfacendo gli stessi bisogni, lo fanno in due modi completamente opposti, rivolgendosi a clientele nella sostanza differenti. Il calo, inoltre, è diffuso un po’ in tutto il territorio”.
Chi potrà reggere l’urto della crisi? Ammesso che di crisi si possa parlare..
“Penso che chi ha continuato ad investire, chi ha investito nelle proprie strutture, incrementando, migliorando il rapporto qualità-prezzo, ha comunque subito una flessione tutto sommato leggera. Chi viene in albergo cerca un buon rapporto qualità-prezzo. E mi sento di dire che chi ha investito nell’ammodernamento delle strutture e dei servizi che si offrono ai turisti sia comunque premiato e possa ripetere i risultati dei due straordinari anni presenti. Soffre di più chi, invece, si è cullato delle due stagioni precedenti e crede di poter vivere di rendita. Non dobbiamo dimenticare che i nostri competitor sono altre destinazioni più che altre strutture presenti sul territorio. In altri luoghi, infatti, ci sono imprenditori lungimiranti che continuano ad investire ed offrire sempre di più ai propri turisti. Nel Salernitano non possiamo adagiarci e cullarci sugli allori soltanto perchè la nostra provincia di Salerno è tra i territori più belli al mondo”.
Poco più di due settimane fa un nuovo inizio per il territorio, con l’apertura dell’Aeroporto Salerno-Costa d’Amalfi: c’è un effetto sulle prenotazioni dato dall’inizio dell’attività dello scalo dopo un lungo periodo di stasi?
“E’ presto per trarre dei bilanci. Tuttavia, ho una mia idea: credo che l’aeroporto possa essere utile soltanto per Salerno città e per la parte Sud della provincia. Al più fino a Cetara. Da Maiori a Positano resta Napoli Capodichino il riferimento come scalo aeroportuale. Ovviamente il capoluogo di regione potrà alleggerirsi di aerei in arrivo ed in partenza. Questo è un dato di fatto. Nell’imminenza dell’apertura ho letto tante riflessioni anche sui collegamenti intermodali con autobus e navette, ed anche sull’offerta di taxi e sulle tariffe da essi applicate per le tratte maggiormente percorse. Tutti questi aspetti dovevano essere definiti con congruo anticipo. Ma resta una mia opinione: spero che l’Aeroporto possa durare e dare maggior valore aggiunto all’intero territorio della provincia”.
In Costiera Amalfitana gli imprenditori turistici di ogni tipo attendono la Zona a Traffico Limitato Territoriale. Quest’anno, tuttavia, è ancora in vigore la disciplina delle targhe alterne. La situazione è ancora sostenibile?
“C’è meno traffico sulla Costiera, e ciò non è dovuto all’ordinanza sulle targhe alterne. E’ dovuto semplicemente al fatto che ci siano meno auto e meno autobus: ciò a dimostrazione che, come ho detto recentemente, si cerca in Costiera Amalfitana di fare entrare due litri d’acqua in una bottiglia che può contenerne soltanto uno. Spiace dirlo, ma finché non si prenderanno provvedimenti per il contingentamento del traffico, a favore dei residenti, la situazione non cambierà. Siccome non c’è la possibilità di costruire parcheggi lungo la Statale, in quanto permessi per costruire non se ne assegnano, finché il problema non si affronta in maniera organica, non basterà introdurre semafori e targhe alterne. Il traffico continuerà ad essere sempre bloccato”.
Salerno città è un caso a parte: gli alberghi sono in nettissima minoranza rispetto alle strutture alberghiere. Forse ancor più rispetto a quanto accade in altre importanti località turistiche della regione e della stessa provincia.
“La situazione è particolare: la maggior parte dei posti letto, da anni, è ubicata in strutture extra-alberghiere. Già durante il mio mandato da presidente di Federalberghi presi atto di questa numerosità, e quando l’associazione diede vita al sindacato dell’extra-alberghiero la richiesta di adesione della provincia di Salerno fu la terza ad essere presentata. Ritenni opportuno fare ciò proprio alla luce della grande disponibilità di strutture di questo tipo a dare ospitalità ai turisti nella nostra città. E’ ovvio che il problema sorge nel momento in cui alcuni B&B lo sono soltanto sulla carta ma, nei fatti, assumono le funzioni proprie di un albergo. Certamente c’è una differenza rispetto alle strutture alberghiere: nel B&B ci si aspetta servizi più autentici, familiari, alla mano. I B&B sono nati proprio con una mission differente. Ma oggi, in molti casi, queste strutture hanno cambiato radicalmente la propria natura: in molti casi il check in viene fatto senza alcun contatto con i proprietari. E così facendo stanno, progressivamente, e in molti casi, perdendo la propria autenticità”.
di Andrea Bignardi per L’Ora
