Borgo dei Borghi: ecco come si è presentata Furore per la sfida su Rai Tre / Video

Domenica 11 febbraio Furore è sceso in campo come diciottesimo comune selezionato per la competizione de Il Borgo dei Borghi all’interno della trasmissione Kilimangiaro, in onda ogni domenica su Rai Tre.

Ad aprire il servizio una veduta del paese che non c’è, con una riprese mozzafiato dall’alto. Un drone ha volato di fronte al contrafforte di roccia sulla cui parete sorge il paesino della Costiera. E lo ha fatto dalla montagna al mare passando attraverso quel  gioiello per antonomasia che è il fiordo naturale.

A raccontare Furore ai telespettatori di Rai Tre sono stati i suoi stessi abitanti. A cominciare dalla studentessa Anna Di Gennaro che ha spiegato la morfologia di Furore, caratterizzata da una zona abitata a monte e un’altra lungo la costa, divisa tra la Marina di Praia e il fiordo di Furore.

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Si è passati poi a raccontare un po’ di storia del paese con Bartolomeo Milo che ha spiegato come il paese che non c’è vanta insediamenti sin dal IV secolo a.C. e, durante le invasioni barbariche, i romani si nascosero proprio a Furore, vera e propria roccaforte per le incursioni anche dei saraceni.

Spazio poi ai monumenti di Furore con un breve excursus sulla chiesa di San Giacomo che sorge su una cappella rupestre del 1300 e che custodisce un affresco di Odovisio, pittore salernitano della scuola di Giotto. La chiesa di Sant’Elia è invece situata in una zona periferica e, come ha spiegato Luigi Fusco, la vecchia sagrestia risale allo stesso periodo della cattedrale di Amalfi. All’interno, inoltre, un quadro del 1400 di Da Capua.

Infine la Chiesa di San Michele con il Giardino della Pellegrina, così chiamato per la Madonna che veniva portata in processione. Il parco è di recente costruzione e vuole essere una vera e propria agorà. Il viale magico del giardino è dedicato a Cupido e le panchine recitano celebri frasi d’amore.

Un altro presidio di grande importanza storica di Furore, questa volta per il mondo del cinema, è la Villa della Storta, dove furono girate alcune scene del film Amore di Roberto Rossellini con Anna Magnani.

Nel servizio spazio anche alle leggende, una in particolare raccontata da Damiano Capriglione. Leggenda vuole che il diavolo passò per Furore ma venne trattato male dalla gente del posto per cui decise di tornare agli inferi. Sulla strada del ritorno però il diavolo venne preso da un impellente bisogno fisiologico e si appartò lungo la strada. Cercando qualcosa con cui pulirsi prese una foglia di ortica che, si sa, sono irritanti. Per cui adirato, il diavolo urlò: “Furore feroce, mal’acqua, mala gente pure l’erba è malamente”.

Ancora spazio all’agricoltura con i contadini eroi di Furore, come li ha definiti Raffaele Ferraioli, che hanno saputo portare avanti in condizioni estreme la viticoltura in quel lembo di terra della Costiera con una tecnica estremamente particolare: quella detta a tendone o pergolato. Sui terrazzamanti che digradano verso il mare Domenico Fusco coltiva, ad esempio, i pomodorini del piennolo. Un’altra grande tradizione che sopravvive anche grazie alle giovani generazioni. Come quella a cui appartiene Elena Fusco che a 22 anni si divide tra lo studio e la campagna.

Nei decenni passati Furore vedeva il suo massimo sostentamento proprio dall’agricoltura e dalla pastorizia. Francesco Capriglione ha raccontato alle telecamere di Rai Tre dei suoi nonni che avevano un piccolo laboratorio di trasformazione del latte. Ebbene ogni giorno si risaliva la scala di oltre 300 gradini che unisce Furore bassa da Furore alta e sempre con secchio di 60 litri.

Infine non poteva mancare una ricetta, realizzata da Caterina Cuomo: Totani e Patate.

Ingredienti: Totani, Patate, Aglio, Olio extra vergine, Pomodorini, Peperoncino (a piacere)

In una padella mettete l’olio e l’aglio e lasciate soffriggere. Aggiungete poi i totani e pochissimi pomodorini. Successivamente aggiungete le patate tagliate a tocchetti e precedentemente sbollentate. Aggiungete prezzemolo e peperoncino a piacere.