Furore, maxi sequestro di datteri. Denunciati tre pescatori di frodo di Castellammare / FOTO

Maxi sequestro di datteri a Furore dove gli uomini della Guardia Costiera hanno bloccato tre persone del napoletano con due enormi sacchi di mitili proibiti. L’operazione condotta dal personale dell’ufficio locale marittimo di Amalfi è scattata intorno alle 9 di stamane quando in seguito ad appostamenti sono stati sorpresi i tre uomini, tutti di Castellammare, in possesso di un ingente quantitativo di datteri. I militari della capitaneria di Porto di Amalfi sono intervenuti nei pressi del Fiordo di Furore, lungo la statale, dove hanno sequestrato ben 21 chili delle specie di mitile che cresce all’interno delle rocce. I tre uomini, tutti denunciati, pare avessero appena recuperato le due sacche con i datteri. Non si esclude che i mitili possano essere stati estratti in precedenza dalla roccia e tenuti nascosti sul fondale. Questo perché ai tre datterari sono state sequestrate anche bombole e attrezzature subacquee. La brillante operazione condotta stamane dalla Guardia Costiera si è svolta sotto il coordinamento del comandante CV Gaetano Angora e la direzione del comandante Antonino Giannetto dell’ufficio Locamare di Amalfi e si è sviluppata in seguito all’avvistamento in mare di bolle che provenivano dal fondale. Segno della presenza di sub quasi a ridosso del Fiordo. Quello operato stamane si tratta del primo maxi sequestro in Costa d’Amalfi di datteri. Mai prima d’ora, almeno nell’ultimo decennio, pescatori di frodo erano stati sorpresi nelle acque della Costiera Amalfitana. Generalmente le estrazioni di datteri, che comporta anche l’impiego di martelli pneumatici e di compressori utili a disintegrare la roccia, sono state sventate in altre località della Campania. In particolare lungo l’area stabiese di cui sono peraltro originarie le tre persone denunciate stamane dai militari della Guardia Costiera. I datteri sequestri molto probabilmente erano destinati a qualche ristorante della zona o addirittura qualche tavola vip nei giorni delle festività di Natale e Capodanno. O addirittura a qualche pescheria che avrebbe poi provveduto a smerciarle magari cedendo il pescato a peso d’oro. Infatti, il prezzo per un chilo di datteri, raggiungerebbe cifre notevoli considerata la sua rarità, la difficoltà di estrazione e il rischio di incorrere come è accaduto in sanzioni amministrative oltre che giudiziarie.