Frasi su Napoli: i 10 modi di dire più belli

Sono poche in realtà le frasi su Napoli che riescono a catturarne l’essenza, a rendere giustizia ad una città che è tanto e spesso troppe cose insieme, che, soprattutto al primo impatto, travolge con una valanga di emozioni e impressioni il viaggiatore.

Riassumerne il turbine, le montagne russe del batticuore è opera difficilissima, anche se pescando qua e la tra quello che ebbero a dirne penne e menti raffinate, potremmo sicuramente provare a mettere insieme le più belle frasi su Napoli.

La scelta è della nostra redazione e per qualcuno potrà sicuramente peccare di incompletezza. Non è un problema, se ne può discutere ed è anche per questo motivo che abbiamo deciso di condividerle con voi.

Una piccola nota preliminare su Goethe

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Una piccola ricognizione tra le migliaia di libri e di artisti che hanno parlato di Napoli non può che partire da Johann Wolfgang von Goethe, lo straniero che forse ha più amato e meglio capito Napoli.

Si recò a Napoli nel complesso di quello che era ai tempi una sorta di gran tour, che gli uomini colti e di buona famiglia facevano per diventare uomini di mondo. Goethe arrivò a Napoli carico di enormi aspettative, dato che il padre stesso gliel’aveva presentata come la città più stupefacente del mondo. Quel che più colpisce delle cronache del tedesco è che le grandi aspettative con le quali aveva raggiunto la città partenopea risulteranno addirittura, avrà a dire, basse. Un uomo follemente innamorato di Napoli, che con la sua penna raffinata è riuscito spesso a farcela capire più di quanto potremmo fare noi che la viviamo.

Vedi Napoli, e poi muori

O per i nostri amici tedeschi, i concittadini e conterranei di Goethe, che ha reso popolare questa frase in realtà di padrone sconosciuto, “Siehe Neapel und stirb!”. Nonostante la, spesso gratuita, comicità che è scaturita troppo di frequente da questa frase, il significato dovrebbe essere chiaro a tutti. Prima di morire, si dovrebbe aver visto Napoli almeno una volta.

Chi è ha avuto l’onore di visitare la città già da grande (quando l’impatto è sicuramente, bisogna riconoscerlo, più forte di quello che può provare chi ha vissuto da sempre la città e quindi vi è abituato) sa bene a cosa si riferisce il tedesco nonché l’anonimo autore della frase in questione. Sopportereste mai di aver vissuto senza aver visto Napoli?

Tutto è azzurro a Napoli. Anche la malinconia è azzurra

Libero Bovio, poeta. Fece tanto per far riconoscere il napoletano come lingua autentica d’arte e in parte vi riuscì. Ma più delle sue opere, oggi purtroppo quasi dimenticate, ricordiamo questa frase, una di quelle che lascia un po’ di stucco la prima volta che viene letta. A Napoli tutto è azzurro, e non si riferiva ovviamente all’undici di Sarri. Un azzurro che perseguita, che fa rima col sole che da sempre è associato alla città. Un azzurro così diffuso che anche la malinconia, sentimento cupo e scuro, a Napoli, si tinge di questo colore così allegro.

Napoli è l’altra Europa. Che, ripeto, la ragione cartesiana non può penetrare

Si tratta di una splendida chiusa di Curzio Malaparte, che poco prima aveva definito Napoli l’unica città dell’antichità a non essere perita, paragonandola a Troia e a Babilonia. È vero, Napoli spesso non si può capire e ci si deve affidare al cuore più che alla ragione, per una città impossibile da inserire in schemi e categorie. Una città che, come amava ricordare Curzio Malaparte, è sopravvissuta intatta al crollo della civiltà antica, portando con sé anime di millenni fa, che si sono adeguate alla modernità senza arrendersi.

A mio parere, Napoli è l’unica città d’Italia che rappresenta veramente la sua capitale

Si tratta di una citazione del politico e umanista francese Charles de Brosses. Dirà questo in una delle molte lettere scritte alla sua famiglia sul suo soggiorno napoletano. Certo, i maligni potrebbero dire che la Napoli del 1700 era sicuramente più florida, anche rispetto alle altre città d’Italia, di quella di oggi. La verità è che di città in grado, moralmente e storicamente, di essere capitale del nostro variegato paese, anche noi continuiamo a vederne poche, se non forse appunto la città partenopea.

Nessuno è mai riuscito a governare Napoli

Si tratta di forse un luogo comune, ma che la dice lunga sulla storia di questa meravigliosa città. Una città che come amano ricordare un po’ tutti si liberò durante la guerra da sola, prima dell’arrivo degli alleati, una città dove qualche maligno fa notare, le fortezze sono una parte integrante della città e dove i cannoni di Castel dell’Ovo sono puntati verso Santa Lucia, e non verso il mare.

È l’Italia il vero problema di Napoli

Si tratta di una frase geniale, che capovolge quello che è uno dei luoghi comuni più stantii che siamo abituati a sentire per la città partenopea. Napoli non è una città, ma una nazione e per qualcuno anche un continente.

Una città che ha una storia molto più risalente delle altre città d’Italia, anche della Roma eterna. Sentirla spesso associata a problemi, sentire i commentatori trattarla con la sufficienza e la sopportazione con cui si trattano le malattie, fa male. E non è la verità. E se fosse l’Italia la malattia di Napoli?

Napoli è un paradiso abitato da diavoli

Si tratta di una frase di Benedetto Croce, che pur visse la città da “indigeno” e che spesso mal ne soffrì il suo spirito, a quei tempi, ancora feudale e medievale, mentre il celebre pensatore era tutto proiettato verso le esperienze liberali dell’Europa.

Un modo raffinato (e risentito) di dire un po’ quello che si sente spesso nei vicoli, ovvero che il presepe è buono e sono i pastori che non vanno bene.

A volte penso addirittura che Napoli possa essere ancora l’ultima speranza che resta alla razza umana

Una rassegna di frasi su Napoli doveva, per forza di cose, includerne almeno una di Luciano de Crescenzo, che al di là di quello che si possa ritenerne come artista, è sicuramente uno dei maggiori sponsor, in Italia, della città.

La frase andrebbe un po’ interpretata alla luce di quello che è il pensiero del filosofo popolare: a Napoli si conserva ancora un amore per sé stessi, per la lentezza ed i pensiero che spesso vengono mal digeriti dalla modernità. Un modo di fare, di vivere e di pensare che è amore, e che per Luciano potrebbe essere l’amore che salva il mondo.

Parto. Non dimenticherò né la via Toledo né tutti gli altri quartieri di Napoli; ai miei occhi è, senza nessun paragone, la città più bella dell’universo

La frase è di Stendhal e racchiude, in modo conciso, quello che molti, soprattutto i forestieri, provano una volta che si lascia la città. Un senso di vuoto, la certezza di aver visto e vissuto l’indimenticabile. La triste consapevolezza di aver visto ormai tutto, o comunque di non poter mai più vedere qualcosa di più bello di Napoli.

Gloria d’Italia e ancor del mondo lustro, madre di nobiltade e di abbondanza, benigna nella pace e dura in guerra

È Miguel de Cervantes, se vogliamo un altro straniero, a dichiarare il suo amore per la città di Napoli. Si tratta di una frase abbastanza didascalica che forse non ha bisogno di essere commentata.

Dovrebbe essere commentato però forse il fatto che, a raccontare la straordinaria bellezza di Napoli, debbano essere quasi sempre forestieri di passaggio e non chi, preferendo inserirsi nella stanca retorica del problema, rinuncia a vedere Napoli per quello che davvero è, lustro del mondo.