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Chi è Franco Coletti il protagonista di Ariaferma: età, storia vera e cosa fa oggi

Ariaferma è un film che è stato girato nell’ex carcere di Sassari, San Sebastiano. È un film del 2021 per la regia di Leonardo Di Costanzo e che riunisce un cast d’eccezione. Infatti, per esempio, fra gli attori più importanti che partecipano al set di questo film troviamo Toni Servillo, che interpreta Gaetano Gargiulo, e Silvio Orlando, nei panni di Carmine Lagioia.

Carmine Lagioia è un camorrista, mentre Gaetano Gargiulo rappresenta il più anziano dei poliziotti fra gli agenti penitenziari che lavorano in questo carcere. Alla fine Gargiulo e Lagioia scoprono, pur essendo personaggi in antitesi, di avere molto in comune. Sia i detenuti che gli agenti di polizia scoprono di essere accomunati da uno stesso destino.

Chi è Franco Coletti

Fra i protagonisti del film Ariaferma c’è anche Franco Coletti, interpretato dall’attore Fabrizio Ferracane. Per capire il ruolo di questo personaggio all’interno del film, bisogna concentrarsi nell’esame della trama del prodotto cinematografico stesso. La polizia si trova a festeggiare perché il carcere di San Sebastiano, dell’Ottocento, è un carcere che sta per essere dismesso.

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Al suo interno sono rimasti soltanto dodici detenuti. Le guardie carcerarie si ritrovano intorno ad un falò proprio nell’ultima sera prima di lasciare la struttura, che ormai appare piuttosto fatiscente. La mattina dopo, però, scoprono un’importante verità, che stravolge i loro piani. Infatti, a causa di problemi burocratici, il carcere non può essere dismesso immediatamente, mentre la direttrice viene già trasferita.

A questo punto Gargiulo, che è il più anziano tra i poliziotti, assume la direzione del carcere. Il problema è che nel frattempo la cucina viene dismessa e quindi i detenuti devono accontentarsi di mangiare pasti precotti. È a questo punto che Lagioia propone a Gargiulo di prendere in mano la gestione delle cucine e di preparare i pasti per i dodici detenuti.

Il ruolo di Franco Coletti

In una situazione, comunque, come questa la tensione aumenta sempre di più, perché sia gli agenti che i detenuti si ritrovano ad essere tutti quanti “prigionieri” della routine quotidiana che va avanti con regole non scritte. Gargiulo non fa rapporto all’ex direttrice, ma riconosce nei detenuti un loro spazio emotivo, che non è stato cancellato dall’aver passato molto tempo in carcere.

Quindi cercherà di assecondarli, cercando di imporre una gestione meno rigida. Ed è a questo punto che entra in scena Coletti, collega di Gargiulo, che vorrebbe imporre invece delle regole particolarmente determinanti ed è sfavorevole a quel permissivismo che invece caratterizza Gargiulo. Il messaggio che vuole mandare il film è quello del fatto che il carcere si caratterizza come una specie di spazio di reclusione che assume quasi la forma di un purgatorio sulla Terra, in cui la presenza umana assume un ruolo fondamentale.

Gianluca Rini

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