Il 2 Novembre è per antonomasia, in Costiera Amalfitana, il giorno della pizza.
A Tramonti, città che del disco di pasta più popolare al mondo ha fatto un suo fiore all’occhiello, rendendola nota a livello internazionale, questa tradizione è ancora più sentita.
C’è chi, come Francesco Maiorano, nella sua Pizzeria “San Francisco”, recentemente inserita nella guida alle 250 migliori pizzerie di Napoli e della Campania de “Il Mattino”, onora da sempre quest’usanza.
Da piccolo, il pizzaiolo tramontano era uno dei garzoni che di vendevano le pizze confezionate nei forni della cittadina, dinnanzi ai cimiteri: una tradizione, quest’ultima, poi scomparsa progressivamente dopo gli anni ’70.
Il ricordo di quelle faticose giornate fatte di “gavetta”, ma anche e soprattutto, di tanta passione nell’apprendere un mestiere, quello di pizzaiolo, sin dalle sue basi, è ancora vivo nel patron della Pizzeria San Francisco.
“Qui a Polvica – racconta Francesco Maiorano – c’era il Forno di Luchetto Apicella ed io da bambino prendevo le pizze e adagiate su cassette di legno mi inerpicavo su per un sentiero di montagna che dal Forno portava fino al cimitero di Tramonti“.
“Come da Tradizione tutti gli anni il 2 Novembre a Tramonti c’è l’usanza a pranzo di mangiare la pizza, quella con la farina integrale, per intenderci – continua il maestro pizzaiolo tramontano – Perché? Il motivo risale a molti anni fa quando l’usanza di andare al cimitero non si svolgeva per come la conosciamo oggi. Le donne, quindi, vi si recavano lì dal mattino per abbellire le tombe dei propri cari: non potendo dedicare il proprio tempo alla cucina i pizzaioli e i fornai di allora pensarono bene di cuocere le pizze a pranzo, una tradizione che si è tramandata, per generazioni, seppur con qualche modifica, fino ai giorni nostri“.
La testimonianza è stata anche l’occasione per Francesco Maiorano di presentare la pizza che considera più rappresentativa per celebrare questa ricorrenza.
“La pizza che sicuramente più ci rappresenta è la marinara con pomodoro, aglio, origano ed alici di Cetara all’uscita – ha concluso Maiorano – Nell’impasto, una vera delizia per il palato, viene aggiunto anche del finocchietto selvatico“.
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